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	<title>Ok Cinema . com &#187; Sergio Leone</title>
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	<description>Il cinema letto dal computer</description>
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		<title>Per un pugno di dollari</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 15:49:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Sergio Leone anno di produzione: 1964 Uscito nel 1964, Per un pugno di dollari è il primo film della cosiddetta Trilogia del dollaro (insieme a Per qualche dollaro in più, e Il buono, il brutto, il cattivo) diretta da Sergio Leone ed interpretata da Clint Eastwood. All&#8217;epoca erano già stati prodotti alcuni western in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2767" src="http://www.ok-cinema.com/contenuti/locandina11.jpg" alt="Per_un_pugno_di_dollari.jpg" width="127" height="185" /><em> di Sergio Leone</em></p>
<p>anno di produzione: 1964</p>
<p>Uscito nel 1964, <em>Per un pugno di dollari</em> è il primo film della cosiddetta <em>Trilogia del dollaro</em> (insieme a <a title="Per qualche dollaro in più" href="http://www.ok-cinema.com/2010/10/27/per-qualche-dollaro-in-piu/" target="_self"><em>Per qualche dollaro in più</em></a>, e <em><a title="Il buono, il brutto, il cattivo" href="http://www.ok-cinema.com/2010/10/21/il-buono-il-brutto-il-cattivo/" target="_self">Il buono, il brutto, il cattivo</a>)</em> diretta da Sergio Leone ed interpretata da Clint Eastwood.</p>
<p>All&#8217;epoca erano già stati prodotti alcuni western in Italia prima del 1964, ma quello di Leone potrebbe essere considerato come il primo western all&#8217;italiana che piacque alle platee  popolari e a quelle borghesi, proprio perché non assomigliava ai  western americani. Con questo film Leone reinventò il genere, ormai in declino, ridefinendo gli archetipi del western e aprendo la strada allo &#8220;spaghetti western&#8221;.</p>
<p>Il film è ispirato a <em>La sfida del samurai </em>(Yojimbo) di Akira Kurosawa, ma possiamo intravedere nelle sue fonti anche Goldoni e la Commedia dell&#8217;arte (<em>Arlecchino servitore di due padroni</em>) e persino Shakespeare e il teatro elisabettiano, di cui riprende l&#8217;intrigo machiavellico,<span id="more-2766"></span> l&#8217;umorismo macabro, il décor teatrale.</p>
<p>La storia è quella di un pistolero solitario senza nome che arriva su un mulo in una cittadina  messicana di frontiera, divisa in due fazioni violente, e vende i suoi  servizi al migliore offerente, dividendosi tra le due fazioni e traendone i propri vantaggi.</p>
<p>Se l&#8217;originalità narrativa lascia un po&#8217; a desiderare, ciò  che colpisce maggiormente è la sua portata rivoluzionaria, che trascende i  tradizionali stereotipi del genere americano a favore di inedite  soluzioni, segnando l&#8217;inizio del famigerato &#8220;spaghetti-western&#8221;.</p>
<p>E anche  se, in una visione a posteriori, risulta piuttosto datato, soprattutto  se rapportato all&#8217;armonia compositiva di <em>Per qualche dollaro in più </em>e alla smisurata grandezza de <em>Il buono, il brutto, il cattivo</em>,  il film si pone come il primo necessario gradino della climax che  abbraccerà gli altri due tasselli della trilogia, per culminare infine  nella genialità visionaria dei capolavori del regista.</p>
<p>Dario Argento, all&#8217;epoca giovane critico cinematografico di <em>Paese Sera</em>, ricordò molto bene la reazione dei critici dell&#8217;epoca: &#8220;<em>La  mia reazione al primo film di Sergio Leone fu entusiastica, ma gli  altri critici italiani dissero perlopiù che era un film orrendo. Troppo  crudo in tutti i sensi&#8230; Io andai a vederlo al Supercinema di Roma con  tre giovani amici. Rimanemmo sorpresi. Sorpresi perché era un western  che avevamo sognato di vedere &#8211; il western storico non era così  inventivo, così pazzo, così stilizzato, così violento</em>.&#8221;</p>
<p>Ma nonostante i dubbi di certi critici, il successo di pubblico fu straordinario, con incassi molto alti senza precedenti. Inoltre, ricordiamo che il film diede fama mondiale a Clint Eastwood, definito dallo stesso Leone <em> “un attore con due sole espressioni: col cappello e senza”</em>; ma donò   anche al cinema un’infinità di future citazioni e omaggi “nascosti”,   come affermerà anche in seguito Quentin Tarantino.</p>
<h2 class="sottotitoli">Alcune scene del film</h2>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/dDvuQHjnzlU?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/dDvuQHjnzlU?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
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		<title>Per qualche dollaro in più</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 08:28:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Sergio Leone anno di produzione: 1965 Secondo film della cosiddetta Trilogia del dollaro (insieme a Per un pugno di dollari e Il buono, il brutto, il cattivo), Per qualche dollaro in più racconta le vicende di due cacciatori di taglie sulle tracce di un bandito sanguinario e megalomane. Costretto per contratto a dare un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2777" src="http://www.ok-cinema.com/contenuti/locandina12.jpg" alt="per_qualche_dollaro_in_più.jpg" width="127" height="185" /><em>di Sergio Leone</em></p>
<p>anno di produzione: 1965</p>
<p>Secondo film della cosiddetta <em>Trilogia del dollaro</em> (insieme a<em> <a title="Per un pugno di dollari" href="http://www.ok-cinema.com/2010/10/31/per-un-pugno-di-dollari/" target="_self">Per un pugno di dollari</a></em> e <a title="Il buono, il brutto, il cattivo" href="http://www.ok-cinema.com/2010/10/21/il-buono-il-brutto-il-cattivo/" target="_self"><em>Il buono, il brutto, il cattivo</em></a>), <em>Per qualche dollaro in più </em>racconta le vicende di due cacciatori di taglie sulle tracce di un bandito sanguinario e megalomane.</p>
<p>Costretto per contratto a dare un seguito al successo strabordante di <em> Per un pugno di dollari</em>, riesce a sorpresa a mettere in piedi un lavoro altrettanto affascinante e per di più con gli stessi due protagonisti (Eastwood-Volontè) del primo film.</p>
<p>Ma la trama non riprende quella del capitolo precedente, sebbene lo scenario di fondo sia il medesimo: la disperata lotta per la sopravvivenza fra pistoleri e banditi nel selvaggio west.</p>
<p>Se ritroviamo in questo film di Leone gli attori Clint Eastwood e Gian Maria Volontè nei ruoli del buono e del cattivo, i loro nomi sono cambiati: il soprannome del primo è<span id="more-2775"></span> <em>&#8220;Il Monco&#8221;</em>, poiché per svolgere qualsiasi azione usa solo la mano sinistra, lasciando la destra sempre libera per sparare. Il secondo è un pericoloso bandito appena evaso dal carcere chiamato <em>&#8220;El Indio&#8221;</em>.</p>
<p>Il Monco è un cacciatore di taglie, poncho sulle spalle ed eterno sigaro in bocca che vaga per il Nuovo Messico alla ricerca dei più &#8220;remunerativi&#8221; criminali della zona. Si associa con un suo collega, il colonnello Douglas Mortimer, molto più distinto ma altrettanto spietato, per dare la caccia all&#8217;Indio.</p>
<p>Ma se Il Monco è interessato solo ai soldi, il secondo ha pure motivazioni personali. Non mancherà il duello finale programmato fin dall&#8217;inizio della storia, magnifico esempio di duello in stile &#8220;leoniano&#8221; che segnerà per sempre la storia del genere western.</p>
<p><em>Per qualche dollaro in più</em> accentua la violenza già presente nel precedente &#8220;<em>Per un pugno di dollari</em>&#8220;, ma anche l&#8217;ironia. I due protagonisti fanno fuori i cattivi senza perdere il loro savoir-faire, anzi con un umorismo che verrà poi praticamente copiato dagli eroi di tutto il cinema mondiale.</p>
<p>Partecipano al successo del film il trio di attori <em>Eastwood-Volontè-Van Cleef</em>, che riescono a dare più spessore ai personaggi. Esteticamente c’è un salto in avanti. L’inquadratura Leoniana (telecamera a terra poggiata vicino ad una scarpa, primi piani sul viso e sugli occhi, etc..) si perfeziona, come la fotografia di Massimo Dallamano.</p>
<p>Il tema musicale di Ennio Morricone si fa più colto, con l’inserimento di varianti come l’organo ecclesiastico nel covo dell’Indio o il carillon nella scena finale. Il film ad ogni inquadratura aumenta in grandezza e nel meccanismo ad incrocio della narrazione e della sceneggiatura, i dialoghi sfiorano la limpidezza e la perfezione.</p>
<p>Con <em>Per qualche dollaro in più</em>, eccessivo e barocco, padrone di uno stile immediatamente  riconoscibile tra i tanti imitatori già all&#8217;opera, Sergio Leone consolida la sua fama.</p>
<h2 class="sottotitoli">Alcune scene del film</h2>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/hmz7o7KXAb4?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/hmz7o7KXAb4?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
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		<title>Il buono, il brutto, il cattivo</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2010 09:19:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Sergio Leone anno di produzione: 1966 Diretto da Sergio Leone nel 1966, Il buono, il brutto, il cattivo è uno dei più celebri film western della storia del cinema ed è considerato la quintessenza del fortunato genere spaghetti-western, andando così a chiudere la &#8220;Trilogia del dollaro&#8221;, dopo Per un pugno di dollari e Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2785" src="http://www.ok-cinema.com/contenuti/locandina13.jpg" alt="Il buono_il brutto_il cattivo.jpeg" width="127" height="185" /><em>di Sergio Leone</em></p>
<p>anno di produzione: 1966</p>
<p>Diretto da Sergio Leone nel 1966,<em> Il buono, il brutto, il cattivo</em> è uno dei più celebri film western della storia del cinema ed è considerato la quintessenza del fortunato genere spaghetti-western, andando così a chiudere la<em> &#8220;Trilogia del dollaro&#8221;,</em> dopo <a title="Per un pugno di dollari" href="http://www.ok-cinema.com/2010/10/31/per-un-pugno-di-dollari/" target="_self"><em>Per un pugno di dollari</em></a> e <em><a title="Per qualche dollaro in più" href="  http://www.ok-cinema.com/2010/10/27/per-qualche-dollaro-in-piu/" target="_self">Per qualche dollaro in più</a>. </em></p>
<p>Per evitare il rischio di ripetersi, Leone aumenta il numero dei protagonisti da due a tre. Già nel secondo capitolo, Clint Eastwood dovette condividere la storia con Lee Van Cleef; ora i due attori sono accompagnati di un terzo, il bravissimo attore americano Eli Wallach.</p>
<p>Ma se il vero protagonista è il denaro, conteso, agognato, idolatrato, l&#8217;altra novità rispetto ai due film precedenti è l&#8217;introduzione della storia ufficiale attraverso l&#8217;ambientazione del film durante la Guerra di secessione americana (la cornice tipica dei <em>western</em> autentici). <span id="more-2782"></span></p>
<p>La trama, ambientata nel sud degli Stati Uniti, vede tre spregiudicati avventurieri mettersi alla ricerca di un tesoro in monete d&#8217;oro, nascosto in una tomba da un soldato confederato. Ognuno di loro conosce parte del segreto per trovare il luogo che si trova oltre le linee nemiche. Il cosiddetto <em>&#8220;cattivo</em>&#8221; è il primo a mettersi sulle tracce dei soldi, seguito ben presto dal <em>“buono”</em> ed dal <em>“brutto”</em> i quali, pur litigando tra loro, si associano anche in questa impresa contro il cattivo,  per impossessarsi del tesoro.</p>
<p>Non è un’impresa da poco, naturalmente. La complicano le lotte fra Nordisti e  Sudisti, la ferocia dell’avversario, che non è certo tipo da farsi  sgominare, e le rivalità nate anche fra il brutto ed il buono, sempre<em> “all’idea di quel metallo”</em>. Il tutto finirà, come sempre nei western di Leone, con uno scontro decisivo, ma questa volta a tre, nell&#8217;ambiente del cimitero.</p>
<p>Il clima dominante in cui naviga questo terzo film della serie, che ha visto  aggiungersi all’équipe degli sceneggiatori il duetto Age e Scarpelli,  due tra i più noti autori di film comici italiani, è quello dell&#8217;ironia, mentre la violenza, almeno quella sadica e truce, è stata abbastanza accantonata. Le sparatorie furiose, naturalmente, ci sono anche qui, ma in tono minore, intenzionalmente smorzate da un’aria di burla che,  nonostante tutto, sembra prendere ogni cosa un po’ sottogamba.</p>
<p>Ad ogni  modo il film dura tre ore ed è proprio il caso di dire che ce n’è per  tutti i gusti, anche per quelli che amano le galoppate e i corpo a  corpo. Il buono, ovviamente, è il solito <em>Clint Eastwood</em>, corretto e efficace  come sempre, il brutto è <em>Ed Wallach</em> che, alla sua caratterizzazione,  riesce a dare spesso i toni e le dimensioni di un vero e proprio  personaggio drammatico, il cattivo è <em>Lee Van Cleef</em>, con l’abituale  maschera truce e segnata.</p>
<p><em>Il buono, il brutto, il cattivo</em> è un&#8217;opera picaresca ed epica, piena di immagini e battute memorabili (basta pensare a quella di Clint Eastwood <em><strong>&#8220;ogni pistola ha la sua voce, e questa la conosco&#8221;</strong></em>) con una musica di <em>Ennio Morricone</em>, al solito, splendida.</p>
<h2 class="sottotitoli">Trailer del film</h2>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/z5tew9-G3zg?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/z5tew9-G3zg?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
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		<title>Il mio nome è Nessuno</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 22:23:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Genere]]></category>
		<category><![CDATA[Regista]]></category>
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		<category><![CDATA[Valerii e Gastaldi]]></category>
		<category><![CDATA[Western]]></category>
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		<description><![CDATA[di Sergio Leone, Valerii e Gastaldi anno di produzione: 1973 Come in &#8220;C&#8217;era una volta il west&#8221; di Leone, a far da padrona è un&#8217;atmosfera nostalgica di un&#8217;era, con tutti i suoi ideali e codici d&#8217;onore, che sta scomparendo per fare spazio ad una nuova era, perchè così è l&#8217;ordine naturale delle cose. Mentre in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-797" title="Il mio nome è nessuno" src="http://www.ok-cinema.com/contenuti/Il-mio-nome-è-nessuno.jpg" alt="Il mio nome è nessuno" width="127" height="185" /><em>di Sergio Leone, Valerii e Gastaldi</em></p>
<p>anno di produzione: 1973</p>
<p>Come in &#8220;C&#8217;era una volta il west&#8221; di Leone, a far da padrona è un&#8217;atmosfera nostalgica di un&#8217;era, con tutti i suoi ideali e codici d&#8217;onore, che sta scomparendo per fare spazio ad una nuova era, perchè così è l&#8217;ordine naturale delle cose.</p>
<p>Mentre in &#8220;C&#8217;era una volta il west&#8221; il nuovo che avanza è rappresentato dalla ferrovia, in &#8220;Il mio nome è nessuno&#8221; il nuovo è rappresentato da una differente tipologia di eroe; se vogliamo, questo film può essere visto come una sorta di passaggio di consegne fra l&#8217;eroe dei tempi antichi e quello dei tempi nuovi.</p>
<p>Innumerevoli i riferimenti alla letteratura: quando l&#8217;eroe dei tempi antichi dirà al suo successore la famosa frase: <em>&#8220;Nella vita ho incontrato di tutto, ladri, assassini, preti e preti spretati, ricattatori, ruffiani, perfino qualche uomo onesto, ma uomini soltanto mai&#8221;</em>,<span id="more-781"></span> come non sentire l&#8217;eco shakespeariano di Amleto che, riferendosi al padre morto, dice all&#8217;amico Orazio:&#8221; Era un uomo, un uomo vero, in tutto, come non ne vedrò più.&#8221;</p>
<p>Frase che ricorda a tutti noi come per essere degli eroi basta essere semplicemente uomini, in tutto e per tutto ed è questa la sfida, sia nei tempi antichi che nei tempi nuovi che si accingono ad arrivare. La poesia raggiunge vette che sono a dir poco sublimi; tutto questo in un film western che pullula anche di gag comiche da western italiano.</p>
<p>E poi si ritorna alla letteratura con il riferimento più scontato, quello ad Ulisse che si fa chiamare &#8220;Nessuno&#8221;. Questo nome se l&#8217;è dato il nuovo eroe proprio perchè si era dato un compito; il film comincia infatti con l&#8217;eroe antico che, nel difendersi da chi lo vorrebbe passato a miglior vita, fra virgolette, &#8220;salva&#8221; anche l&#8217;eroe nuovo ancora bambino e suo padre.</p>
<p>L&#8217;eroe bambino ne è molto colpito e chiede al padre chi fosse più veloce di quell&#8217;uomo ed il padre risponde un secco ed ammirato: &#8220;Nessuno!!!&#8221;.</p>
<p>Da qui viene da sè che l&#8217;eroe nuovo che prenderà il posto dell&#8217;eore antico, si dia appunto quel nome, che è un pò un compito e un pò una sfida.</p>
<p>Non a caso l&#8217;eroe dei tempi antichi, nel notare che il nuovo eroe gli dava spesso le spalle, non poteva fare a meno di esclamare che o si fidava troppo di lui o confidava nelle proprie capacità, ovvero &#8220;Nessuno&#8221; era già più veloce ed era già il nuovo eroe.</p>
<p>Ma nel film c&#8217;è un sogno in più che proviene dalla nuova generazione di eroi che, in questo caso, appare ancora più sognatrice della vecchia: l&#8217;eroe dei tempi antichi avrebbe accettato ben volentieri una ricompensa per uscire di scena ma è l&#8217;eroe nuovo che lo obbliga a prendersi le sue responsabilità e finire la carriera da eroe da libri di storia (eroe nuovo: &#8220;Il destino spesso lo si incontra proprio sulla strada presa per evitarlo&#8221;, frase legata alla &#8220;parabola dell&#8217;uccellino&#8221; che è un pò una chicca ed una sorta di filo conduttore del film).</p>
<p>Tutto questo per non perdere il suo sogno di bambino e per avere ancora maggiore gloria nel sostituirsi, poi, all&#8217;uomo del sogno.</p>
<p>L&#8217;eroe nuovo è anche talmente sicuro di sè da sembrare un pò spavaldo. Celebre il battibecco:<br />
<em>&#8220;eroe antico: Luccichi come la porta di un bordello!<br />
eroe nuovo: Eh, a me piace che la gente mi veda&#8230;<br />
eroe antico: &#8230;ma la gente potrebbe non condividere il piacere&#8230; &#8221;<br />
</em><br />
Emblema quindi di due caratteri e di due filosofie di vita differenti legate al cambiamento &#8220;in fieri&#8221; di un&#8217;epoca. Gli ingredienti, pertanto, ci sono proprio tutti e per tutti i gusti: gag divertenti, azione, codice d&#8217;onore, riferimenti letterari, vena nostalgica e alte vette poetiche.</p>
<h2 class="sottotitoli">Alcune scene del film</h2>
<p><object width="540" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/28Ih1DstIFs?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/28Ih1DstIFs?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="540" height="340"></embed></object></p>
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