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	<title>Ok Cinema . com &#187; Robert Redford</title>
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	<description>Il cinema letto dal computer</description>
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		<title>La stangata</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 14:03:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di George Roy Hill
anno di produzione: 1973
A quattro anni di distanza dal famosissimo western Butch Cassidy, nel 1973 il regista George Roy Hill ha riunito per la seconda volta la storica coppia formata da Paul Newman e Robert Redford in una pellicola che è riuscita in un’impresa a dir poco miracolosa: superare l’enorme successo già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1887" src="http://www.ok-cinema.com/contenuti/y1peTaIauzdl7xTluulhY_o5q8-37m98QTC5e_ExMDb0MXxlWWchtOfAw1.jpg" alt="la stangata.jpeg" width="127" height="185" /><em>di George Roy Hill</em></p>
<p>anno di produzione: 1973</p>
<p>A quattro anni di distanza dal famosissimo western <em>Butch Cassidy</em>, nel 1973 il regista George Roy Hill ha riunito per la seconda volta la storica coppia formata da Paul Newman e Robert Redford in una pellicola che è riuscita in un’impresa a dir poco miracolosa: superare l’enorme successo già ottenuto dal film precedente. </p>
<p>Basato su un soggetto di David S. Ward, autore anche della sceneggiatura,<em> La stangata</em> può essere considerato senza dubbio come una delle opere cinematografiche più popolari di tutti i tempi.</p>
<p>Negli Stati Uniti si è piazzato al secondo posto nella classifica annuale del box-office ed ha incassato la cifra record di 150 milioni di dollari, con un totale di 90 milioni di spettatori. A suggellare il trionfo della pellicola di George Roy Hill sono arrivati ben sette premi Oscar, tra cui miglior film, regia e sceneggiatura.</p>
<p>Il film racconta la storia di Johnny Hooker (Robert Redford) e del suo amico Luther Coleman, due truffatori di strada. Dopo aver raggirato il corriere del potente gangster<span id="more-1878"></span> Doyle Lonnegan (Robert Shaw), Luther viene ucciso per ritorsione e Hooker è costretto a fuggire e a nascondersi. </p>
<p>Desiderando vendicare Luther, il giovane chiede aiuto ad un vecchio amico del defunto, Henry Gondorff (Paul Newman), uno dei più bravi ed esperti truffatori degli Stati Uniti. Insieme organizzano una &#8220;stangata&#8221; ai danni di Lonnegan, creando una finta agenzia di scommesse in cui il boss crede di poter vincere facilmente delle ingenti somme di denaro, grazie a informazioni riservate.</p>
<p>Ambientato nella favolosa Chicago degli anni ’30,<em> La stangata</em> recupera stili ed atmosfere del cinema classico americano, rivisitato da parte del regista con una buona dose di ironia. Il risultato è una commedia godibilissima, ricca di humor e di suspense, che deve molto all’impagabile verve dei due protagonisti, Robert Redford e Paul Newman, perfetti nei panni dei due simpatici imbroglioni. </p>
<p>Il film ci descrive dettagliatamente tutte le diverse fasi di preparazione del piano architettato da Gondorff e Hooker, con la creazione di una finta agenzia di scommesse sulle corse ippiche, seguendo un ritmo narrativo sempre coinvolgente che trascina lo spettatore in un complesso gioco di specchi a base di inganni, finzioni e continui colpi di scena.</p>
<p>George Roy Hill ha confezionato un raffinato divertissement da riguardare ogni volta con identico piacere, impreziosito per di più da un’eccellente ricostruzione d’epoca (le scenografie sono di Henry Bumstead, i costumi della mitica Edith Head). </p>
<p>Indimenticabile la colonna sonora del film, costituita prevalentemente da una selezione di pezzi ragtime di Scott Joplin riarrangiati dal compositore premio Oscar Marvin Hamlisch (che quello stesso anno vinse altre due statuette per le musiche di “Come eravamo”). </p>
<p>Fra i brani di Joplin inclusi nella soundtrack c’è anche il celeberrimo <em>The entertainer</em>, diventato da allora un vero e proprio evergreen. Inoltre, non bisogna dimenticare che il film vede riuniti per l&#8217;ultima volta Paul Newman e Robert Redford, per il grande piacere dello spettatore.</p>
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		<title>La mia Africa</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 11:25:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Sydney Pollack
anno di produzione: 1985
La mia Africa è un film del 1985 diretto da Sydney Pollack, ispirato all&#8217;omonimo romanzo autobiografico della scrittrice danese Karen Blixen. 
Pur presentando diverse discrepanze con quella del romanzo, la trama del film si ispira ai racconti che l&#8217;autrice scrisse al suo ritorno dall&#8217;Africa. I ruoli dei due protagonisti sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-1718" src="http://www.ok-cinema.com/contenuti/la-mia-africa.jpg" alt="la mia africa.jpg" width="127" height="185" />di Sydney Pollack</em></p>
<p>anno di produzione: 1985</p>
<p><em>La mia Africa</em> è un film del 1985 diretto da Sydney Pollack, ispirato all&#8217;omonimo romanzo autobiografico della scrittrice danese Karen Blixen. </p>
<p>Pur presentando diverse discrepanze con quella del romanzo, la trama del film si ispira ai racconti che l&#8217;autrice scrisse al suo ritorno dall&#8217;Africa. I ruoli dei due protagonisti sono interpretati da Meryl Streep (nel ruolo della Blixen) e da Robert Redford (nel ruolo di Denys, il cacciatore di cui lei si innamora).</p>
<p>Inizia nel 1913, mentre la giovane danese, Karen Dinesen, parte in Kenia per sposare per convenienza il barone Bror Blixen. In Africa, la nuova coppia acquista una fattoria, ma a mandarla avanti e a tentare di dare un senso a quello strano matrimonio è solo Karen. </p>
<p>Bror, infatti, è tutto preso dalla sua indolenza e fatuità, e l&#8217;unica cosa che riesce a &#8220;dare&#8221; alla moglie è una malattia venerea che la costringe a ritornare in Europa per curarsi. Rientrata in Kenia, con il matrimonio ormai fallito, Karen si dedica anima e corpo alla sua<span id="more-1713"></span> fattoria, cercando nello stesso tempo, pur osteggiata dalla comunità bianca del posto, di fare qualcosa per gli indigeni. </p>
<p>A sostenerla in questa sua fatica quotidiana è l&#8217;amore, ricambiato, per Denys Finch Hatton, un uomo conosciuto molto tempo prima, un cacciatore innamorato dell&#8217;Africa e della natura. Denys, dopo il divorzio di Karen e del barone, va a vivere in casa di Karen, dove fa tappa ad ogni ritorno dai suoi spostamenti. </p>
<p>Denys ha per lei mille attenzioni, ma non intende sposarla, perché vede nel matrimonio un inutile vincolo alla sua libertà. Proprio questo fa decidere Karen a lasciarlo; ma più tardi, quando la donna perde tutto in un incendio che distrugge tutto il raccolto, lasciandola in balia dei creditori, e sta per ritornare in Europa, Denys torna da lei, questa volta deciso a sposarla. Ma non farà in tempo&#8230;</p>
<p>Sidney Pollack torna alla regia dopo il grande successo internazionale di <em>Tootsie </em>affrontando una scommessa difficilissima: tradurre in immagini <em>La mia Africa</em> di Karen Blixen. Il film ripercorre appunto gli anni africani della scrittrice danese, impersonata con la solita estrema maestria da Meryl Streep. </p>
<p>Dall’arrivo nella fattoria vicino a Nairobi, che coincide con il suo sposalizio non proprio d’amore con il cugino Bror (un eccelente Klaus Maria Brandauer), allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, che tocca marginalmente anche quei paesi lontani, dalla terribile scoperta di aver contratto la sifilide dal marito, all’amicizia e al successivo grande amore con Denys Finch Hatton (Robert Redford), <em>La mia Africa</em> è un susseguirsi di splendide immagini, grandi orizzonti, aria e acque purissime, fiori a profusione. </p>
<p>Tutto è racchiuso in lunghissimo flash-back, introdotto da un malinconico paesaggio nordico immerso nella neve. Per contrasto, l’Africa appare ancora più bella: è difficile dimenticare la casa della Blixen (splendidamente ricostruita), la piantagione di caffè, i voli in aereo con Denys. </p>
<p>Sontuoso, patinato, ma certamente anche un poco oleografico, privo di vera commozione (ad eccezione dell’inizio e della parte finale, laddove fa ampio ricorso alle magiche parole della scrittrice, dense di vita e di passione), <em>La mia Africa</em> si presenta come il tipico prodotto destinato a mietere molti Oscar: perfetto ma con un sospetto di freddezza. In effetti, il film ha vinto ben 7 premi Oscar (film, regia, musica di John Barry, scenografie, sceneggiatura, suono, fotografia).</p>
<p><em>La mia Africa</em> è probabilmente il film più accademico di S. Pollack che, dal libro di memorie della scrittrice danese Karen Blixen, ha ricavato un&#8217;opera suggestiva e fluviale, romantica e spettacolare, ravvivata da una fotografia smagliante e da tre interpreti eccellenti.</p>
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		<title>In mezzo scorre il fiume</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 13:48:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Robert Redford
anno di produzione: 1992
Dal titolo originale in inglese A River Runs Through It, il film fu diretto nel 1992 da Robert Redford che era già alla sua terza esperienza come regista dopo il successo di Gente comune, che gli valse l&#8217;Oscar come miglior regista. 
In mezzo scorre il fiume è un film nostalgico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1685" src="http://www.ok-cinema.com/contenuti/locandinapg11.jpg" alt="locandinapg1" width="127" height="185" /><em>di Robert Redford</em></p>
<p>anno di produzione: 1992</p>
<p>Dal titolo originale in inglese <em>A River Runs Through It</em>, il film fu diretto nel 1992 da Robert Redford che era già alla sua terza esperienza come regista dopo il successo di<em> Gente comune</em>, che gli valse l&#8217;Oscar come miglior regista. </p>
<p><em>In mezzo scorre il fiume</em> è un film nostalgico della memoria, ambientato nel Montana tra il 1910 e il 1925 e che ricalca fedelmente il romanzo autobiografico di Norman McLean.</p>
<p>Intercalata da documenti (veri o finti) fotografici d&#8217;epoca in color seppia, è la storia del rapporto tra due fratelli che il padre, severo pastore presbiteriano, educa nel culto di Dio, del bene e della pesca con la mosca in mezzo alla natura selvaggia del Montana. </p>
<p>Ma i due fratelli sono diversi e, sulle rive del fiume che segna la loro infanzia e la loro vita, apprendono gli insegnamenti del padre in modo molto diverso: uno<span id="more-1683"></span> è serio, studioso e discretamente noioso, l&#8217;altro è un simpatico scapestrato, accanito frequentatore di gonnelle e tavoli da gioco. </p>
<p>Lo scontro dei due modi opposti di intendere la vita sarà inevitabile&#8230; La pesca con la mosca diventa al tempo stesso una metafora e un luogo di incontro, giacché riunisce in sé la scienza, lo sport, la religione, l&#8217;arte, nonché, a tratti, una comune ricerca della misteriosa grazia, mentre il fiume in qualche modo forgia la vita dei due fratelli.</p>
<p>Robert Redford ha realizzato un lavoro illustrativo, ben pettinato, edificante con una oleografica fotografia per la quale il francese Philippe Rousselot si è portato a casa l&#8217;Oscar. </p>
<p>Visualmente accuratissimo, il film ha come cornici i paesaggi suggestivi del Montana. <em>In mezzo scorre il fiume </em> &#8211; pur essendo abbastanza convenzionale e schematico nella psicologia e nella contrapposizione dei personaggi (ad esempio nel modo in cui Redford usa i colori per sottolineare il carattere dei due fratelli, premiando il &#8220;deviante&#8221; Paul Maclean con inquadrature sullo sfondo di incredibili tramonti purpurei e riservando a Norman MacLean (il fatello serio) i colori noiosi della cupezza &#8211; riesce a cucire insieme le situazioni con un sentimento vero: la voglia di volersi bene e l&#8217;incapacità di conoscersi. </p>
<p>In effetti, due fratelli che pure si amano e un padre che pure vigila su di loro non riusciranno a darsi scambievolmente quell&#8217;aiuto di cui hanno bisogno.</p>
<p>Nel ruolo del fratello Paul MacLean c&#8217;è un giovanissimo Brad Pitt ancora ai suoi esordi scelto da Robert Redford per trattare il tema del rapporto tra genitori e figli, un tema ricorrente nella sua vita.</p>
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