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	<title>Ok Cinema . com &#187; Radu Mihăileanu</title>
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	<description>Il cinema letto dal computer</description>
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		<title>Train de vie (Un treno per vivere)</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 08:50:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Radu Mihaileanu anno di produzione: 1998 &#8220;Ridere è un altro modo di piangere&#8221;. Una sera del 1941 Schlomo, chiamato da tutti il matto, irrompe allarmato in un piccolo villaggio ebreo della Romania: i nazisti, fa sapere, stanno deportando tutti gli abitanti ebrei dei paesi vicini e fra poco toccherà anche a loro. Durante il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1903" src="http://www.ok-cinema.com/contenuti/Train-de-vie1.jpg" alt="Train-de-vie.jpg" width="127" height="185" /><em>di Radu Mihaileanu</em></p>
<p>anno di produzione: 1998</p>
<p><em>&#8220;Ridere è un altro modo di piangere&#8221;.</em></p>
<p>Una sera del 1941 Schlomo, chiamato da tutti il matto, irrompe allarmato in un piccolo villaggio ebreo della Romania: i nazisti, fa sapere, stanno deportando tutti gli abitanti ebrei dei paesi vicini e fra poco toccherà anche a loro. </p>
<p>Durante il consiglio dei saggi, che subito si riunisce, Schlomo tira fuori una proposta un po&#8217; bizzarra che però alla fine viene accolta: per sfuggire ai tedeschi, tutti gli abitanti organizzeranno un falso treno di deportazione, ricoprendo tutti i ruoli necessari, gli ebrei fatti prigionieri, i macchinisti, e anche i nazisti in divisa, sia ufficiali che soldati. </p>
<p>Così riusciranno a passare il confine, ad entrare in Ucraina, poi in Russia per arrivare infine in Palestina, a casa. Il folle progetto viene messo in atto; Ci riescono,<span id="more-1901"></span> dopo tragicomiche peripezie (tra cui l&#8217;incontro con un gruppo di gitani che, a bordo di autocarri, hanno avuto la stessa idea).</p>
<p>Questo film del romeno Radu Mihaileanu, attivo in Francia, è la tragicommedia di un viaggio sotto la triplice insegna dell&#8217;umorismo yiddish (condito di una grottesca ironia critica verso gli stessi ebrei, i tedeschi, i comunisti), di una sana energia narrativa e di un ritmo di trascinante allegria cui molto contribuisce Goran Bregovic, il compositore preferito di E. Kusturica, che attinge alla musica klezmer ebraica dell&#8217;Europa orientale. La fotografia è del greco Yorgos Arvanitis, l&#8217;operatore di Anghelopulos. </p>
<p>Non manca una dimensione poetica, incarnata in Schlomo (L. Abelanski), lo scemo del villaggio che funge da narratore in questo film in cui l&#8217;inquadratura finale può essere vista come la chiave di lettura a ritroso&#8230;</p>
<p>I nazisti finti ricordano il grandissimo<em> Vogliamo vivere, </em>di Ernst Lubitsch; anche in<em> Train de vie (Un treno per vivere), </em>si tratta di un travestimento, di una beffa giocata ai danni dei persecutori. Nel moderno &#8220;Exodus&#8221; gli incidenti si susseguono spesso esilaranti, talvolta esuberanti. Gli attori risultano pittoreschi, con l’eccellente Rufus che è un punto di forza nella parte del finto comandante tedesco.</p>
<p><em> Train de vie</em> è uscito nella stessa epoca di <em>La vita è bella </em>e tutti e due i film affrontano l&#8217;Olocausto con una commedia che irride l&#8217;orrore e lo trasforma in favola. </p>
<p>Ma il secondo film diretto e scritto dal quarantenne Radu Mihaileanu, ebreo franco-romeno figlio d&#8217;un deportato, è divertente: una farsa con autoironia su vizi e virtù ebraici, musica, canti, danze, donne nude, sketches comici, irriverenze (<em>“Dio, qualche volta mi chiedo se tu non sia un po&#8217; sadico”</em>), macchiette, rivolte (<em>“Dio li ha lasciati fare, i nazisti”</em>), del tutto priva del pathos di Benigni, ricca di sottigliezza, d&#8217;intelligenza, di umorismo.</p>
<p>Il film ha ottenuto un successo internazionale grazie ai due premi vinti al Festival di Venezia nel 1998, al premio del pubblico al Sundance Festival, al David di Donatello per il film straniero.</p>
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		<title>Il concerto</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 18:28:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Théatre du Chatelet]]></category>
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		<description><![CDATA[di Radu Mihaileanu anno di produzione: 2009 «Bisogna sempre distinguere tra popolo russo e regime sovietico», avverte Radu Mihaileanu che firma uno dei film più applauditi all&#8217;ultimo Festival di Roma, Il concerto, nel quale orchestra con mirabile armonia generi e personaggi, lacrime e risate, note musicali ed emotive. Mihaileanu è rumeno, figlio di un giornalista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1861" src="http://www.ok-cinema.com/contenuti/nuovo-locandina-italiana-del-film-il-concerto-143990.jpg" alt="il concerto.jpg" width="127" height="185" /><em>di Radu Mihaileanu</em></p>
<p>anno di produzione: 2009</p>
<p><em>«Bisogna sempre distinguere tra popolo russo e regime sovietico»</em>, avverte Radu Mihaileanu che firma uno dei film più applauditi all&#8217;ultimo Festival di Roma, <em>Il concerto</em>, nel quale orchestra con mirabile armonia generi e personaggi, lacrime e risate, note musicali ed emotive.</p>
<p>Mihaileanu è rumeno, figlio di un giornalista ebreo e comunista, scappato in Francia prima che Ceausescu fosse fucilato e che vive da anni a Parigi.</p>
<p>Se in <a title="Recensione di &quot;Train de vie&quot;" href="http://www.ok-cinema.com/2010/02/24/train-de-vie-un-treno-per-vivere-2/?preview=true&amp;preview_id=1901&amp;preview_nonce=dcb383e517" target="_self"><em>Train de vie</em></a> (<em>Un treno per vivere</em>, uno dei precedenti film del regista uscito nel 1998) il regista usava l&#8217;ironia contro l&#8217;orrore dell&#8217;olocausto, qui ne fa arma contro la barbarie dei regimi. (&#8230;)</p>
<p>Radu Mihaileanu usa tutta la sua ironia per fotografare la Russia di oggi, tra oligarchi mafiosi che si prendono a fucilate durante matrimoni super kitsch e i «pezzi» di<span id="more-1860"></span> passato che ritornano.</p>
<p>E prende in giro quel che è rimasto della vecchia Russia, gli ebrei e la loro capacità di arrangiarsi, gli ex-comunisti e la loro nostalgia, gli zingari e i loro imbrogli. Ma siccome la storia è molto contemporanea, non mancano neppure i miliardari cafoni con le guardie del corpo armate di kalasnikov; poi ci sono gli intellettuali francesi e i loro affari chic&#8230;</p>
<p>Andreï Filipov è il più grande direttore d&#8217;orchestra dell&#8217;Unione Sovietica e dirige la celebre Orchestra del Bolshoi. Ma viene licenziato all&#8217;apice della gloria, quando si rifiuta di separarsi dai suoi musicisti ebrei, tra cui il suo migliore amico Sacha. Trent&#8217;anni dopo lavora ancora al Bolchoi, ma come uomo delle pulizie.</p>
<p>Una sera Andreï si trattiene fino a tardi per tirare a lustro l&#8217;ufficio del direttore e trova casualmente un fax indirizzato alla direzione del Bolshoi: è del Théâtre du Châtelet che invita l&#8217;orchestra ufficiale a suonare a Parigi.</p>
<p>All&#8217;improvviso Andreï ha un&#8217;idea folle: riunire i suoi vecchi amici musicisti che, come lui, vivono facendo umili lavori, e portarli a Parigi spacciandoli per l&#8217;orchestra del Bolshoi. È l&#8217;occasione tanto attesa da tutti di potersi finalmente prendere una rivincita.</p>
<p>Per il regista il suo lavoro è un omaggio all&#8217;animo e al temperamento slavo, una commedia <em>«sull&#8217;incontro tra i barbari dell&#8217;Est, eccessivi e vitali, e i ricchi dell&#8217;Ovest, assopiti ed estenuati»</em>.</p>
<p>Fa ridere molto, commuove sino alle lacrime, dice qualcosa di ragionevole sul post-comunismo, invita a una civile convivenza contro la persistenza del pregiudizio culturale, offre una stupenda pagina musicale ottocentesca, il Concerto per violino e orchestra n. 1 di Ciaikovskij, trasformandola in metafora leggera sul rapporto tra singolo e collettività.</p>
<p>Dice il regista: <em>«La mescolanza delle culture, oggi comporta difficoltà ma è inevitabile, e ci arricchisce. Certo per i paesi &#8220;civilizzati&#8221;, l&#8217;arrivo dei barbari dell&#8217;Est, e io sono uno di loro, è uno shock e vorrebbero difendersene. Eppure è da questo incontro che scaturiranno bellezza e luce. Come nel concerto del film». </em></p>
<p>Senza prove, il concerto inizia ed avviene il miracolo: &#8220;Ciajkovskij esplode in tutta la sua romantica forza, ed è un lungo momento di pura gioia cinematografica&#8221; (Natalia Aspesi in &#8220;La Repubblica&#8221;).</p>
<h2 class="sottotitoli">Alcune scene del film</h2>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ayXPzRHNsrA?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/ayXPzRHNsrA?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
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