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	<title>Ok Cinema . com &#187; pandora</title>
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	<description>Il cinema letto dal computer</description>
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		<title>Avatar</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 22:55:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di James Cameron anno di produzione: 2009 Innovativo e rivoluzionario: è il film che sino ad ora ha incassato di più in assoluto. Sembra la cronaca di un successo annunciato. Cosa c&#8217;è di innovativo e rivoluzionario? Le tecniche 3D utilizzate. Esse sono volte non solo verso lo spettatore ma appaiono amplificate anche in profondità all’estremo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-medium wp-image-1819" title="Avatar" src="http://www.ok-cinema.com/contenuti/Avatar-208x300.jpg" alt="Avatar" width="127" height="185" /> di James Cameron</em></p>
<p>anno di produzione: 2009</p>
<p>Innovativo e rivoluzionario: è il film che sino ad ora ha incassato di più in assoluto. Sembra la cronaca di un successo annunciato.</p>
<p>Cosa c&#8217;è di innovativo e rivoluzionario? Le tecniche 3D utilizzate. Esse sono volte non solo verso lo spettatore ma appaiono amplificate anche in profondità all’estremo opposto a quello dello spettatore. Quando la fantasia delle immagini sposa la tecnica il risultato è sbalorditivo. </p>
<p>Innovativa e rivoluzionaria è l’applicazione del meta-3D ovvero del &#8220;3D nel 3D&#8221; esattamente come il meta-teatro è stata quella rivoluzione del teatro che racconta il teatro, il celebre &#8220;teatro nel teatro&#8221; che strizza l&#8217;occhio al teatro e allo spettatore.</p>
<p>Se si va al cinema con queste aspettative, Avatar non delude, anzi.<br />
Se si va convinti di vedere anche una storia e una trama innovative e rivoluzionarie, si rischia, invece, di restare delusi.<br />
Fermo restando che di ogni storia e di ogni film si può dire che sia “trito e ritrito”, non è questo il punto; il punto non è su “cosa” viene raccontato ma su “come”.<span id="more-1779"></span></p>
<p>Il “come” qui è quasi totalmente realizzato dalla fantasia delle immagini e dalla spettacolare tecnologia a suo supporto.<br />
Il “come” nella trama e nei dialoghi scarseggia, tanto è vero che la gente dopo la visione arriva a riconcentrarsi sul “cosa” e arriva a dire “trito e ritrito”; e questa cosa accade di continuo quando il “come” non coinvolge tutti.</p>
<p>I temi “triti e ritriti” che, solo se ben mescolati, potevano decidere per un cocktail di “come” di tutto successo, però, c’erano proprio tutti:</p>
<p>- la cultura animista che vede il mondo figlio di una grande madre Terra/anima (Eiwa nel film) che va rispettata affinché non si trasformi in matrigna: tutto parte da questa madre Terra/anima e tutto torna a questa madre Terra/anima e a ogni sua emanazione bisogna portare rispetto come se fosse la Terra/anima stessa;</p>
<p>- il discorso, quindi, dell’umano (o, se vogliamo, il principio maschile male interpretato) che è sempre in contrasto con la natura;</p>
<p>- il tema di realtà/illusione/inganno tipico di ogni film che tratti degli “avatar”;</p>
<p>- una storia d’amore fra esseri appartenenti a mondi diversi; il messaggio pacifista che ne deriva;</p>
<p>- gli scienziati boriosi del loro sapere che, intrappolati nella loro conoscenza puramente analitica, non sono in grado di arrivare all’essenza delle cose;</p>
<p>- i marines, ovvero gli “operativi”, che vedono la porta verso l’essenza delle cose, ma non sono in grado di aprirla in quanto mancanti di tutto il background degli scienziati: quindi, non comprendendo, distruggono (atteggiamento umano, troppo umano);</p>
<p>- un unico marine anomalo finito sulla sedia a rotelle che possiede la mente di uno scienziato (senza essere scienziato) e la curiosità verso gli esseri viventi tipica di un marine “operativo” e che è la chiave per comprendere il pianeta Pandora e i suoi abitanti. Perché? Perché egli è l&#8217;unico tra gli umani che sia possessore di entrambe le conoscenze (quella analitica e quella operativa).</p>
<p>Da questo cocktail poteva uscire un grande “come”; così non è stato e pertanto la gente ricorda il “cosa” e cioè che è tutto visto e già visto.</p>
<p>Il tema della grande madre Terra/anima è sviluppato in tutti i film di Miyazaki e per non renderlo “trito e ritrito” bisognava utilizzare un “come” diverso da quello caro a Miyazaki; ma così non è stato.<br />
Abbiamo detto che gran parte del “come” si è sviluppato in immagini; anche alcune di queste mmagini sono, però, un chiaro rimando alle opere di Miyazaki (basti pensare alle montagne fluttuanti ad esempio).</p>
<p>Altri “come”, invece, hanno funzionato alla perfezione:<br />
- Il modo in cui Eiwa, la grande madre terra, fa capire alla protagonista femminile che il marine è “chiave” e non deve essere ucciso, è poeticamente delicato.</p>
<p>- La spettacolarizzazione del “tutto che torna ad Eiwa” è davvero riuscita.</p>
<p>- L’ideazione e la realizzazione grafica di “un punto di contatto” che ogni essere vivente del pianeta Pandora fisicamente possiede al fine di poter entrare in connessione con ogni altro essere del posto, è a dir poco geniale.</p>
<p>- Il messaggio di una vita in armonia con Eiwa è dato anche dalla caratterizzazione degli abitanti di Pandora; essi si presentano con una motoria da felini che li rende decisamente più aggraziati rispetto a quella degli Avatar umani (che ancora non sono  in armonia con la grande madre Eiwa).</p>
<p>Nella vita in armonia con  Eiwa la caccia è contemplata ma limitata al fabbisogno reale e su ogni preda uccisa si recita una preghiera rappacificatrice in cui si dice che il corpo della preda resta con il cacciatore perché a lui serve ma che lo spirito sia in pace e che ritorni in pace alla grande Eiwa (questo c’era anche nella principessa Mononoke di Miyazaki ma, per fortuna per l’originalità del film, in questo preciso caso, il “come” della realizzazione è differente).</p>
<p>E’ un messaggio forte contro i detrattori della caccia in todo e che, occupati a pensare ai diritti degli animali, non si accorgono che questi animali in realtà non li conoscono; esattamente al contrario di quei cacciatori che vivono in armonia con le specie.</p>
<p>In “Avatar” solo il marine prescelto è potuto diventare l’Avatar infiltrato perché egli non ha la boria degli scienziati che si preoccupano dei diritti degli alieni senza tuttavia conoscere questi alieni per cui si battono; egli è anche tutt&#8217;altra cosa rispetto al principio maschile errato impersonificato dagli altri marines che rappresentano l’umanità nel suo insieme e che si oppone al principio femminile della terra generatrice.</p>
<p>La terra genitrice e generatrice, in tutte le culture, premia il principio maschile del coraggio, della temerarietà e dell’azione affinché sia rivolta al principio femminile della terra; se il principio maschile indirizza male la sua azione diviene un principio maschile sbagliato e votato al fallimento.<br />
Questa tematica della terra che prima premia e poi ti atterra se te ne allontani è un lontano rimando al Macbeth shakespeariano, solo per citare un esempio letterario.</p>
<p>Avatar piace se si sono visti pochi film su questi temi; se è così, la trama può anche sembrare solida e pregna.<br />
Avatar non piace a chi di film sull’argomento ne ha visti a iosa e finisce per citare il solito “trito e ritrito”.</p>
<p>Prima di giudicare Avatar in questa maniera così rigidamente manichea, non dimentichiamo il “come” delle immagini; il “come” della trama non è stato sviluppato in maniera innovativa, è vero, ma il “come” delle immagini (ad esempio, la sopraccitata diversa fluidità di alieni e avatar umani) può far perdonare certe mancanze di un film che, piaccia o meno, da certi punti di vista si è meritatamente presentato come rivoluzionario e innovativo.</p>
<h2 class="sottotitoli">Trailer del film</h2>
<p><object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/kHsVbptb1RU?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/kHsVbptb1RU?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object></p>
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