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	<title>Ok Cinema . com &#187; Napoli</title>
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	<description>Il cinema letto dal computer</description>
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		<title>Opopomoz</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 21:27:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Enzo d’Alò anno di produzione: 2003 Una storia dolcissima. Questo film d’animazione italo-franco-spagnolo del 2003 uscì nelle sale italiane il 5 dicembre 2004. “Opopomoz” è un cartoon di Enzo d’Alò, già celebre per la sua rappresentazione nel 1998 de “La gabbianella e il gatto” di Sepulveda, dopo l&#8217;eccellente esordio nel 1996 con “La freccia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-1501" title="opopomoz" src="http://www.ok-cinema.com/contenuti/opopomoz.jpg" alt="opopomoz" width="127" height="185"  />di Enzo d’Alò</em></p>
<p>anno di produzione: 2003</p>
<p>Una storia dolcissima. Questo film d’animazione italo-franco-spagnolo del 2003 uscì nelle sale italiane il 5 dicembre 2004.</p>
<p>“Opopomoz” è un cartoon di Enzo d’Alò, già celebre per la sua rappresentazione nel 1998 de “La gabbianella e il gatto” di Sepulveda, dopo l&#8217;eccellente esordio nel 1996 con “La freccia azzurra.”</p>
<p>Il film, il cui titolo iniziale era &#8220;La cantata dei pastori&#8221;, nasceva da una ricerca sulla tradizione popolare napoletana dei presepi. La scenografia e la rappresentazione di Napoli e delle caratteristiche dei suoi presepi ha davvero dell’incredibile.</p>
<p>Per non menzionare la marea di modi di dire e di antichi detti napoletani rispolverati e rielaborati ad hoc per contribuire all’ottimo risultato del film.<span id="more-1367"></span></p>
<p>Nel doppiaggio un cast d’eccezione: Il padre del protagonista Rocco (Ciro Ricci) è Silvio Orlando, San Giuseppe è Vincenzo Salemme con Peppe Barra nel doppio ruolo del principe degli inferi, Sua Profondità, ma anche del Re Magia, bizzarra figura che esiste in antiche versioni del presepe napoletano.</p>
<p>Completano il cast la piccola Xsuela Douglas (voce di Sara, cuginetta di Rocco) e il trio di diavoletti tentatori, costruiti sulle voci di Oreste Lionello, Fabio Volo e Tonino Accolla; debutto in questo campo di John Turturro che doppia lo zio americano del piccolo protagonista.</p>
<p>Le musiche sono affidate a Pino Daniele mentre Gegè Telesforo firma la canzone dei titoli di coda, Opopomoz Blues, che nelle versioni inglesi e francesi si avvale della collaborazione di Dee Dee Bridgewater.</p>
<p>Il cartoon, chiaramente ambientato a Napoli, ha come protagonista il bambino Rocco che all’inizio del film ruba in un negozio una statuina per il presepe di casa perché in collera con il commerciante che vendeva il bue e l’asinello solo a coppia mentre in casa sua serviva solo il bue in quanto rotto lo scorso anno; al rimprovero del padre Rocco comincia a reagire male perché non si sente più amato come un tempo.</p>
<p>Siamo alla vigilia di Natale la simpatica famiglia napoletana di Rocco sta per festeggiare un doppio Natale: proprio per la notte della Santa Nascita nascerà il loro secondo figlioletto, Franceschino. </p>
<p>Sono tutti felici, tranne il nostro Rocco per l’appunto, poiché soffre di un&#8217;insopprimibile gelosia all&#8217;idea di avere un fratello che secondo lui gli ruberà l’amore dei suoi cari. Intanto all&#8217;Inferno sua Profondità sta cercando da 2000 e passa anni di impedire la nascita del Bambino Gesù.</p>
<p>Sentendo la rabbia e lo sconforto di Rocco gli manda un trio di diavoletti a proporgli un baratto: se il bambino impedirà la nascita di Gesù, entrando grazie ad una formula magica (“opopomoz”, appunto) nel presepe di casa, non ci sarà più alcun fratellino da temere. Inseguito dalla cuginetta Rocco capirà l&#8217;errore e salverà il Natale.</p>
<p>&#8220;- cosa fai?</p>
<p>- cerco la felicità perduta!</p>
<p>-Ma che fissazione; quando è perduta è perduta; uno se ne deve fare un&#8217;altra!!!&#8221;</p>
<p>Come gli ha detto un angelo del presepe “…un bambino che nasce porta con sé il bene che gli si vorrà; non lo ruba agli altri; casomai sono gli altri che rubano ai bambini”.</p>
<p>L’angelo gli insegna anche la canzone del superbo racchiuso in ognuno di noi, il “me-me” che per darsi importanza dice “me” due volte: ”We, we we, quant’è fess il mio me-me, che si crede chissà che; e ancor no sape che…. ci sta al mondo pure te…”.</p>
<p>All&#8217;interno del presepe animato il bimbo ritrova anche il suo giocattolo del drago che non ubbidisce ai presunti ordini dei diavoletti, sintomatico del fatto che il giocattolo di Rocco sentendo il vero cuore buono del bimbo che si è semplicemente perso, ubbidisce solo ai veri desideri del nostro Rocco.</p>
<p>Bellissimo l’incontro con Maria e Giuseppe che parlano in napoletano e con Giuseppe che sentendo il riassunto della storia di Pinocchio, gli appare “stranamente familiare”.</p>
<p>Per non parlare dell’incontro con San Pietro bambino che fa, manco a dirlo, il pescatore.<br />
E poi, la famiglia napoletana non si ritrovava alla fine un asino in più nel presepe a causa del recente acquisto in coppia di bue e asinello? Indovinate un po’ chi sarà mai il trio addetto ad interpretare asinelli e bue….</p>
<p>&#8220;-…e poi il presepio non l’ha inventato proprio San Francesco?</p>
<p>-Veramente?</p>
<p>-Ma perché? Una cosa per essere bella deve essere vera?”</p>
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