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	<title>Ok Cinema . com &#187; Mario Monicelli</title>
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	<description>Il cinema letto dal computer</description>
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		<title>L&#8217;armata Brancaleone</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 14:29:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mario Monicelli]]></category>
		<category><![CDATA[Regista]]></category>
		<category><![CDATA[L'armata Brancaleone]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Cecchi Gori]]></category>

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		<description><![CDATA[di Mario Monicelli
anno di produzione: 1966
La colonna sonora che diventa un tormentone popolare, il titolo che entra nel linguaggio comune fino a essere riportato da diversi dizionari della lingua italiana, sono solo alcuni esempi del successo popolare che ottene il film a suo tempo e dell&#8217;influenza culturale che questo ha ancora oggi.
Per rompere lo scetticismo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-847" src="http://www.ok-cinema.com/contenuti/38_brancaleone.jpg" alt="L'armata Brancaleone" width="127" height="185" /><em>di Mario Monicelli</em></p>
<p>anno di produzione: 1966</p>
<p>La colonna sonora che diventa un tormentone popolare, il titolo che entra nel linguaggio comune fino a essere riportato da diversi dizionari della lingua italiana, sono solo alcuni esempi del successo popolare che ottene il film a suo tempo e dell&#8217;influenza culturale che questo ha ancora oggi.</p>
<p>Per rompere lo scetticismo del produttore Mario Cecchi Gori, il regista Mario Monicelli accettò di prendere parte alla produzione e di rinunciare al compenso in cambio di una compartecipazione sugli incassi. </p>
<p>Il successo fu enorme e Monicelli ne ricavò, per sua stessa ammissione, guadagni assai ingenti, tanto che in seguito nessun produttore accettò più di<span id="more-846"></span> condividere con lui gli incassi dei film da lui girati! </p>
<p>Il produttore aveva qualche dubbio sulla comprensibilità dei dialoghi, che fu in realtà poi considerato come un vero colpo di genio: l&#8217;invenzione di quell&#8217;idioma immaginario, a cavallo tra il latino maccheronico, la lingua volgare medievale e l&#8217;espressione dialettale, che caratterizzerà tutti i personaggi. </p>
<p>Allontanandosi della consueta immagine romanitica del Medioevo italico, Monicelli con la collaborazione di Agenore Incrocci e Furio Scarpelli, binomio artistico meglio conosciuto come Age e Scarpelli, rappresenta un Medioevo plausibile e realistico, fortemente manicheo, perennemente diviso tra fede e peccato, spirito e carne, eros e morte, che rivisita pesantemente il mito delle gesta cavalleresche.</p>
<p>Senza ritornare in dettaglio sulla trama del film ormai famosa, si può notare comunque che si ritrovano i temi cari al regista, quali la rappresentazione comica dei perdenti e delle loro vicende personali, la loro voglia di riscatto, l&#8217;ineluttabilità del loro fallimento e della morte, e ovviamente quello dell&#8217;amicizia virile.</p>
<p>In un&#8217;intervista, Monicelli affermò: &#8220;L&#8217;armata Brancaleone nacque da due cose : da tre paginette che Scarpelli buttò giù, un dialogo tra due contadini medioevali che parlavano di donne, e da un film fallito,<em> Donne e soldati</em> (1955) di Luigi Malerba e Antonio Marchi, di cui vidi soltanto 150 metri che mi colpirono molto. </p>
<p>L&#8217;ispirazione venne così: facciamo un film su un medioevo cialtrone, fatto di poveri, di ignoranti, di ferocia, di miseria, di fango, di freddo; insomma tutto l&#8217;opposto di quello che ci insegnano a scuola, &#8220;Le Roman de la Rose&#8221;, Re e Artù e altre leziosità.&#8221; </p>
<p>Ma il regista non spiega totalmente la genesi completa dell&#8217;opera che fa riferimento a degli elementi ben definiti come ad esempio<em> La sfida del Samurai</em> di Akira Kurosawa del 1961, oppure anche ad un solido bacino letterario che va da Cervantes all&#8217;Italo Calvino de<em> Il cavaliere inesistente</em>. </p>
<p>Il film esprime perfettamente l&#8217;opinione di Monicelli, convinto sostenitore del primato del cinema muto nei confronti del sonoro: la lingua volgare del film, completamente inventata, avrebbe dovuto ricoprire un ruolo totalmente accessorio a dimostrazione del fatto che, in un film, sono le immagini, la loro sequenza cinematografica e non i dialoghi parlati, a svolgere la vera funzione narrativa.</p>
<p>Riferendosi al personaggio di Brancaleone, Vittorio Gassman ebbe a dire: «&#8230; c&#8217;era la bellissima invenzione di quel linguaggio e di quel personaggio, una specie di samurai che ormai tutti conoscono e che è stato credo il personaggio che mi ha dato più popolarità». Il film fu presentato in concorso al 19° Festival di Cannes ed ebbe seguito ideale nelle avventure di <em>Brancaleone alle crociate</em> nel 1970.</p>
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		<title>Signore e signori, buonanotte</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 22:10:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ettore Scola]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Comencini]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Magni]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Monicelli]]></category>
		<category><![CDATA[Nanni Loy]]></category>
		<category><![CDATA[Regista]]></category>
		<category><![CDATA[Gassman]]></category>
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		<category><![CDATA[Mastroianni]]></category>
		<category><![CDATA[satira]]></category>
		<category><![CDATA[Signore e signori buonanotte]]></category>
		<category><![CDATA[Tognazzi]]></category>

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		<description><![CDATA[di Luigi Comencini, Mario Monicelli, Nanni Loy, Ettore Scola, Luigi Magni
anno di produzione: 1976
Prodotto in cooperativa (nominata Cooperativa 15 maggio) tra sceneggiatori e registi, il film è composto da 14 episodi tenuti insieme da un telegiornale, il TG3 (che all&#8217;epoca non esisteva ancora) che fa da filo conduttore. Interviste, spot, inchieste giornalistiche, sceneggiati si succedono, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-498" title="signore-e-signori-buonanotte" src="http://www.ok-cinema.com/contenuti/signore-e-signori-buonanotte.jpg" alt="signore-e-signori-buonanotte" width="127" height="185"/>di Luigi Comencini, Mario Monicelli, Nanni Loy, Ettore Scola, Luigi Magni</em></p>
<p>anno di produzione: 1976</p>
<p>Prodotto in cooperativa (nominata Cooperativa 15 maggio) tra sceneggiatori e registi, il film è composto da 14 episodi tenuti insieme da un telegiornale, il TG3 (che all&#8217;epoca non esisteva ancora) che fa da filo conduttore. Interviste, spot, inchieste giornalistiche, sceneggiati si succedono, tutti introdotti dallo speaker interpretato da Marcello Mastroianni.</p>
<p>Il risultato è una satira più o meno acerba a seconda degli episodi indirizzata verso la politica corrotta, l&#8217;esercito, la Chiesa, la televisione, di cui vengono denunciati i mali attraverso una loro rappresentazione esasperata e paradossale.</p>
<p>Lo speaker riporta le più incredibili notizie tra due flirt con la <span id="more-489"></span>sua assistente oppure decide di interrompere la trasmissione per un vivace confronto con i vertici aziendali.</p>
<p>L&#8217;episodio probabilmente più graffiante è quello napoletano sul lavoro minorile e il controllo delle nascite con il professor Schmidt (Paolo Villaggio) che propone in tutta serietà di mangiare i bambini poveri per combattere il problema del sovrappopolamento, prendendo ad ispirazione quanto sostenuto in passato da Jonathan Swift.</p>
<p>Altro grande momento di satira, questa volta rivolta contro la politica, è l&#8217;intervista ad un ministro corrotto che si difende sostenendo la legge del più forte e la legittimazione da parte degli elettori che l&#8217;hanno votato proprio perché è cosi. Ecco un esempio di battute del politico, di cui la logica non si discute&#8230;</p>
<p><em>&#8220;&#8230;io le leggi le rispetto e soprattutto la legge del più forte. E siccome in questo momento io sono il più forte intendo approfittarne, è mio dovere precipuo [...] Io sto dicendo che l&#8217;elettorato vede in me un prevaricatore. Se invece voleva  scegliere un uomo probo, onesto e per bene, ma che dava i voti a me?&#8221;</em></p>
<p>La giornata si conclude con la tradizionale espressione &#8220;Signore e signori, buonanotte&#8221;. Un film da rivedere per i tanti attori famosi che compaiono : Mastroianni, Tognazzi, Gassman, Manfredi, Celi, Villaggio&#8230;</p>
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