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	<title>Ok Cinema . com &#187; Jean-Louis Trintignant</title>
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	<description>Il cinema letto dal computer</description>
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		<title>La mia notte con Maud</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 18:23:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Drammatico]]></category>
		<category><![CDATA[Eric Rohmer]]></category>
		<category><![CDATA[Genere]]></category>
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		<category><![CDATA[Jean-Louis Trintignant]]></category>
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		<category><![CDATA[racconti morali]]></category>

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		<description><![CDATA[di Eric Rohmer anno di produzione: 1969 &#8220;Se c&#8217;è una cosa che non capisco è l&#8217;infedeltà: non fosse altro che per amor proprio, non potrei dire bianco dopo aver detto nero.&#8221; Scritto e diretto da Eric Rohmer, è il terzo capitolo (nell&#8217;ordine della serie, ma quarto in ordine cronologico) del ciclo dei Sei racconti morali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-1570" src="http://www.ok-cinema.com/contenuti/thumbnailer.aspx.jpeg" alt="La mia notte con Maud.jpeg" width="127" height="185" />di Eric Rohmer</em></p>
<p>anno di produzione: 1969</p>
<p><em>&#8220;Se c&#8217;è una cosa che non capisco è l&#8217;infedeltà: non fosse altro che per amor proprio, non potrei dire bianco dopo aver detto nero.&#8221;</em></p>
<p>Scritto e diretto da Eric Rohmer, è il terzo capitolo (nell&#8217;ordine della serie, ma quarto in ordine cronologico) del ciclo dei <em>Sei racconti morali</em> (<em>Six contes moraux</em>), una serie di opere del regista francese composta da un cortometraggio, un mediometraggio e quattro lungometraggi.</p>
<p>Segue <em>La collezionista</em> e precede <em>Il ginocchio di Claire</em>. </p>
<p>Il film è stato presentato in concorso al 22° Festival di Cannes e nominato all&#8217;Oscar come miglior film straniero ed è da molti citato come l&#8217;opera più felice del regista.</p>
<p>Il film è ambientato a Clermont-Ferrand dove un ingegnere della Michelin nota in chiesa una ragazza che non osa abbordare. La sera di Natale è invitato da un amico<span id="more-1568"></span> marxista a casa di Maud, libera pensatrice e divorziata. </p>
<p>Costretto a passare la notte da lei, non si permette che un bacio. Il giorno dopo si decide ad incontrare la ragazza intravista nella chiesa. Cinque anni dopo incontra casualmente Maud, ma ora è sposato con Francoise, la ragazza della chiesa, ed è contento. </p>
<p>Terzo dei &#8220;racconti morali&#8221; di E. Rohmer, fa perno su un dilemma morale, fondato sulla fedeltà alla scelta più che alla persona. Il protagonista-narratore respinge la seconda donna (Maud) in virtù della sua scelta iniziale (Francoise): ha scelto quel che non ha o addirittura, come qui, quel che non conosce. </p>
<p>Optando per Francoise, donna sognata, contro Maud, donna conosciuta, sceglie l&#8217;idealità dell&#8217;archetipo contro la pericolosità del reale. Il film colpisce per la geometrica precisione dell&#8217;intreccio, la giustezza di dialoghi, la fluidità della scrittura (fotografia in bianco e nero di Nestor Almendros), e la verità dei personaggi.</p>
<p>Nella numerazione dei racconti morali <em>La mia notte con Maud</em> risulta anteriore a <em>La collezionista </em>anche se è stato girato dopo, nel 1969. Il ritardo di quasi due anni è soprattutto dovuto agli impegni di Jean-Louis Trintignant, ritenuto da Rohmer indispensabile per sostenere il ruolo del narratore. </p>
<p>Quel che è in gioco in questa opera è la fatidica esitazione morale, la &#8220;fedeltà – come dice lo stesso Rohmer – a una donna ma anche a un’idea, a un dogma. Tutti i personaggi sono presentati come dogmatici esitanti&#8221;. </p>
<p>Esitazione tra fedeltà e tradimento: poco importa a quale norma o a quale morale ci si riferisca, quel che conta è proprio il riferimento morale, l’esitazione indotta, come in ogni conte moral.</p>
<p><em> La mia notte con Maud</em>, dove tutti i personaggi esitano, è un prezioso intreccio di incertezze, un labirinto di simmetrie e di echi del non-detto che percorre segretamente la logorrea della colonna sonora. </p>
<p>&#8220;Partendo dall&#8217;idea di mostrare un uomo tentato da una donna proprio nel momento in cui sta per legarsi ad un&#8217;altra, ho potuto costruire situazioni, intrighi, scioglimenti e persino caratteri&#8221;, così Eric Rhomer in un articolo della rivista &#8220;La Nouvelle Revue Française&#8221; del 1970 illustra i suoi racconti morali.</p>
<p>Da notare anche il fatto che se tutti i <em>Racconti morali</em> condividono la tematica del protagonista posto di fronte ad una scelta di tipo morale, <em>La mia notte con Maud</em> è il primo film di Rohmer che si avvale organicamente di collaudati attori professionisti. </p>
<p>Vi ritroviamo caratteristiche del cinema di Rohmer come ad esempio una messa in scena essenziale, dei dialoghi studiati con molti riferimenti letterari (in questo caso, si tratta della scommessa di Pascal). </p>
<p>Come negli altri film, le riflessione colte, astratte, nelle quali si rifugiano a conversare alcuni dei suoi personaggi più intellettuali, sono sempre equilibrate dalla precisione e concretezza contestuale con cui si descrive il loro particolare ambiente: i personaggi sono ripresi nella banalità dei propri ambienti di lavoro (poste, viticultura, salone da parrucchiera, biblioteca), nella casualità dei mezzi pubblici, nella tranquillità di una passeggiata (per strada, al parco, in spiaggia, al bar), nell&#8217;intimità di una serata a teatro o di un raccoglimento in chiesa. Ecco quella poesia della banalità così cara al cineasta.</p>
<h2 class="sottotitoli">Alcune scene del film</h2>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/l88Ou8OzTzk?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/l88Ou8OzTzk?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
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		<title>Il sorpasso</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 14:38:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commedia]]></category>
		<category><![CDATA[Dino Risi]]></category>
		<category><![CDATA[Drammatico]]></category>
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		<category><![CDATA[Regista]]></category>
		<category><![CDATA[anni 60]]></category>
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		<category><![CDATA[Jean-Louis Trintignant]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Gassman]]></category>

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		<description><![CDATA[di Dino Risi anno di produzione: 1962 Il film che fu scritto da Dino Risi con Ettore Scola e Ruggero Maccari costituisce una rappresentazione dell&#8217;Italia del benessere e del miracolo economico di quegli anni e può collocarsi tra la commedia all&#8217;italiana e il dramma sociale. E&#8217; stato descritto come un road movie che si sviluppa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-650" title="il-sorpasso" src="http://www.ok-cinema.com/contenuti/il-sorpasso.jpg" alt="il-sorpasso" width="127" height="185" />di Dino Risi</em></p>
<p>anno di produzione: 1962</p>
<p>Il film che fu scritto da Dino Risi con Ettore Scola e Ruggero Maccari costituisce una rappresentazione dell&#8217;Italia del benessere e del miracolo economico di quegli anni e può collocarsi tra la commedia all&#8217;italiana e il dramma sociale.<br />
E&#8217; stato descritto come un <em>road movie</em> che si sviluppa in un arco di tempo di 24 ore sulla strada che va da Roma a Castiglioncello e racconta il confronto di due generazioni nel territorio neutro di una giornata di vacanza.</p>
<p>Siamo a Roma, a Ferragosto e la città è deserta. Bruno Cortona (Vittorio Gassman), quarantenne chiassoso e sicuro di sé, amante della guida sportiva<span id="more-644"></span> e delle belle donne, vaga alla ricerca di un pachetto di sigarette.</p>
<p>Si imbatte in un giovane studente di legge Roberto Mariani (Jean-Louis Trintignant) rimasto in città per preparare gli esami, esattamente agli antipodi di Bruno, timido, educato, perbene, di modi quasi all&#8217;antica.</p>
<p>Sulla spinta dell&#8217;esuberanza di Bruno, i due intraprendono un viaggio in auto che li porterà verso mete occasionali sempre più distanti. Mentre Bruno si prodiga in consigli di vita vissuta, Roberto sarà più volte sul punto di abbandonarlo, ma sia il caso sia un&#8217;inconfessabile attrazione lo riporteranno sempre sui suoi passi in un percorso di iniziazione alla vita.</p>
<p>Anche se l&#8217;Italia descritta è la stessa meschina, ipocrita e bigotta di tanti film definiti commedia all&#8217;italiana, alcune particolarità del film di Risi apportano linee di rottura rispetto a questo genere. Per prima cosa, i protagonisti del film, che superano le caratteristiche caricaturali della commedia per risultare invece completi.</p>
<p>Sono diversi ma in egual misura positivi e negativi, si attraggono e si respingono tra loro. Il duello Bruno-Roberto propone uno schema innovativo come lo è anche il ricorso all&#8217;io-pensante del giovane, che ci aiuta a capire la contraddittorietà tra pensiero e azione che il ragazzo vive a contatto con Bruno e soprattutto il percorso di iniziazione erotico e sociale che compie.</p>
<p>Altra novità importante è il fatto che la pellicola sia considerata un vero film <em>road-movie,</em> il primo del genere in Italia, a causa del legame quasi strutturale che viene vissuto con la strada nello svilupparsi della vicenda narrativa.</p>
<p>Per alcuni critici, la strada rappresenta simbolicamente la nazione che si avvia alla fine di un sogno, quello del benessere collettivo e generalizzato. Il giovane onesto e ingenuo e lo sbruffone quarantenne rapprentano due identità delle nazione giunta ad un bivio della propria storia: la prima, legata ai principi, morirà nella fine di una sogno lasciando campo libera alla seconda Italia, quella furbesca, individualista e amorale.</p>
<p>Il sorpasso, dopo essere stato snobbato dalla critica, ha conosciuto poi un successo eccezionale con degli incassi che hanno raggiunto poco meno di due miliardi di lire. La consacrazione della critica è arrivata finalmente negli anni Ottanta e le memorabili battute di Gassman sono oramai diventate famosissime.</p>
<h2 class="sottotitoli">Trailer del film</h2>
<p><object width="540" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/RO_tfAJ2MR8?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/RO_tfAJ2MR8?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="540" height="385"></embed></object></p>
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