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	<title>Ok Cinema . com &#187; Jacques Audiard</title>
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	<description>Il cinema letto dal computer</description>
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		<title>Sulle mie labbra</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 08:57:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Jacques Audiard anno di produzione: 2001 Sulle mie labbra è il terzo film del regista francese Jacques Audiard: è uscito nel 2001 ed ha vinto i tre premi César più importanti: migliore attrice per Emmanuelle Devos, migliore sceneggiatura e miglior sonoro. La trama si sviluppa intorno alla figura di Carla Bhem, una ragazza mezza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-2138" src="http://www.ok-cinema.com/contenuti/sullemielabbra.jpg" alt="sulle_mie_labbra.jpg" width="127" height="185" />di Jacques Audiard</em></p>
<p>anno di produzione: 2001</p>
<p><em>Sulle mie labbra </em>è il terzo film del regista francese Jacques Audiard: è uscito nel 2001 ed ha vinto i tre premi César più importanti: migliore attrice per Emmanuelle Devos, migliore sceneggiatura e miglior sonoro.</p>
<p>La trama si sviluppa intorno alla figura di Carla Bhem, una ragazza mezza sorda che lavora da anni come segretaria per un società immobiliare. Il suo lavoro è occuparsi di tutto: gestire gli archivi, rispondere al telefono, fare stime e preventivi, trattare con i fornitori. </p>
<p>E&#8217; la prima ad arrivare in ufficio e l&#8217;ultima ad andarsene&#8230; Come contropartita, riceve uno stipendio da fame, viene considerata meno di una nullità e riceve ordini come un cane. </p>
<p>Il suo unico vantaggio sull&#8217;ostilità e l&#8217;indifferenza del mondo che la circonda è dato dalla sua capacità di leggere sulle labbra tutto ciò che i suoi apparecchi acustici (nascosti<span id="more-2135"></span> sotto le ciocche ondulate dei capelli) non potranno mai percepire. </p>
<p>È stanca, sa di meritarsi qualcosa di più ed è decisa a cambiare le cose. La soluzione dei suoi problemi si materializza nel suo nuovo assistente, Paul Angeli, appena uscito di galera e senza la minima conoscenza in fatto di sviluppo di attività immobiliari. </p>
<p>Ma Paul ha altri modi per compensare le sue lacune: è un ladro appena uscito di prigione, desideroso di sfruttare qualche buon affare. Ed ecco che Carla si trasforma da impiegata sfruttata in donna cattiva e vendicativa, complice nella pianificazione di un furto ai danni di un boss piuttosto pericoloso. </p>
<p>Sebbene molto diversi i due si legano l&#8217;uno all&#8217;altra come due randagi incattiviti, pronti alla prima occasione a darsi il bidone a vicenda, scambiandosi in continuazione crudeltà e connivenza, disprezzo e complicità. Tra questi due emarginati nasce un&#8217;improbabile storia d&#8217;amore, sullo sfondo di una manipolazione reciproca.</p>
<p>Scritto in collaborazione con Tonino Benacquista, il film di Jacques Audiard mescola con genialità i generi: dramma, commedia sociale, thriller, passando anche per le atmosfere del noir, in cui i due protagonisti si muovono nel loro incessante mutamento interiore ed esteriore. </p>
<p>ll regista francese racconta una straordinaria metamorfosi umana di questi due personaggi che, alla fine, riescono a costruire una vantaggiosa relazione professionale e una inaspettata corrispondenza amorosa.</p>
<p>Audiard avvicina la macchina da presa al viso e ai corpi dei protagonisti, sottolineando i loro sguardi spesso perduti in un mare di incertezze o le mani mentre sfiorano un ginocchio che subito si ritrae. Ma soprattutto racconta con grande intelligenza il mondo dei rumori della protagonista, passando da un silenzio quasi totale del suo orecchio imperfetto, al rumore assordante e mal controllato del suo apparecchio acustico.</p>
<p>Il film è chiaramente incentrato sulle due figure memorabili, ma evita sempre di cadere nella sociologia o nel pietismo. E questo grazie a due interpreti straordinari: la bravissima Emmanuele Devos, che ottiene con questo film una riconoscenza meritata, e Vincent Cassel, convincente nel suo personaggio privo di inibizioni.</p>
<p><em>Sulle mie labbra</em> è un poliziesco di raffinata costruzione e diffuso erotismo. Ingredienti naturali del &#8220;crime movie&#8221;, che, tuttavia, nel film del regista Jacques Audiard (nel cui sangue scorre l&#8217;eredità migliore del poliziesco in lingua francese: il padre, Michel, è stato per anni il dialoghista di Jean Gabin) si combinano inseguendo un binomio continuamente sull&#8217;orlo del dramma ambientale o dello studio patlologico.</p>
<h2 class="sottotitoli">Alcune scene del film</h2>
<p><object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/-moaLLxeIF0?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/-moaLLxeIF0?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object></p>
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		<title>Tutti i battiti del mio cuore</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 08:45:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Jacques Audiard anno di produzione: 2005 Quarto film del cineasta francese Jacques Audiard, dopo Sulle mie labbra e prima del recente Il profeta, Tutti i battiti del mio cuore è uscito nel 2005, vincendo 8 premi Césars 2006. Nella traduzione italiana il titolo originale De battre mon coeur s&#8217;est arreté (ovvero &#8220;il mio cuore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2123" src="http://www.ok-cinema.com/contenuti/tutti-i-battiti-del-mio-cuore.jpg" alt="tutti-i-battiti-del-mio-cuore.jpg" width="127" height="185" /><em>di Jacques Audiard</em></p>
<p>anno di produzione: 2005</p>
<p>Quarto film del cineasta francese Jacques Audiard, dopo <a title="Recensione di &quot;Sulle mie labbra&quot;" href="http://www.ok-cinema.com/2010/04/12/sulle-mie-labbra/" target="_self"><em>Sulle mie labbra</em></a> e prima del recente <a title="Recensione de &quot;Il profeta&quot;" href="http://www.ok-cinema.com/2010/03/10/il-profeta/" target="_self"><em>Il profeta</em></a>, <em>Tutti i battiti del mio cuore </em>è uscito nel 2005, vincendo 8 premi Césars 2006.</p>
<p>Nella traduzione italiana il titolo originale <em>De battre mon coeur s&#8217;est arreté</em> (ovvero &#8220;il mio cuore ha smesso di battere&#8221;) è stato modificato, perdendo così una parte del suo significato e del suo fascino.</p>
<p>In effetti, quello originale francese, decisamente più intrigante, fa riferimento a un momento preciso, breve, quell&#8217;attimo di sospensione in cui il cuore non batte, mentre nella sua versione italiana il concetto temporale è assente.</p>
<p>L&#8217;origine di questo titolo è da cercare in una frase della canzone <em>La Fille du Père No</em>ë<em>l</em> del famoso cantautore francese Jacques Dutronc, che doveva originalmente apparire<span id="more-2117"></span> in una scena ma che poi fu tagliata in seguito.</p>
<p>Il film di Audiard è il remake del grande esordio di James Toback, <em>Rapsodia per un killer</em> con Harvey Keitel, anche se è stato parecchio stravolto rispetto all’originale. Tutto nel film, dal modo di filmare alla maniera di vedere la vita, esprime il forte bisogno di scappare lontano da ogni punto di riferimento conosciuto e il desiderio di effettuare una muta.</p>
<p>Ad esempio quella del protagonista Thomas, 28 anni, che sembra ormai rassegnato a seguire le orme del padre nelle compravendite immobiliari, sbrigando per lui affari loschi. Poi l&#8217;occasione della vita: un incontro casuale lo spinge a credere che potrebbe essere il pianista di talento che ha sempre sognato di diventare, proprio come sua madre deceduta in passato. La sua insegnante di piano, una cinese trasferitasi da poco, non parla francese: l&#8217;unico linguaggio che hanno in comune è la musica.</p>
<p>È il ritratto di un giovane uomo diviso in due da una serie di conflitti: padre/madre, due mondi, due scelte di vita, due Parigi. E la stessa violenza – e anche le stesse dita – che usa per svolgere lo sporco lavoro al soldo degli speculatori edilizi e per cercare di redimersi con il pianoforte, con l&#8217;arte.</p>
<p>Il personaggio di Harvey Keitel viene rielaborato con dolente vitalismo da Romain Duris, fra spedizioni punitive ed estasi improvvise, un padre canaglia e martire (Niels Arestrup che Audiard richiamerà nel <em>Profeta</em>) e l&#8217;incantevole Lin Dan Pham che dà lezioni di pianoforte  parlando solo il cinese.</p>
<p>Uno dei punti forti del film consiste appunto nella scelta sempre azzeccata degli attori, non solo quella di Romain Duris che sa con grande intelligenza rendere le sue furie interiori, ma anche quella di Niels Arestrup. Audiard è riuscito così a creare un magnifico duello padre/figlio, dietro il quale si scontrano due mondi, la meschinità degli affari immobiliari del padre e il mondo della musica del figlio.</p>
<p>Il regista dimostra la sua originalità spezzando il ritmo del racconto tagliando le scene sempre qualche secondo prima del dovuto e collegandole tra loro senza soluzione di continuità.</p>
<p>I passaggi temporali sono sempre repentini e misteriosi, come la conclusione di alcune sequenze delle quali ci lascia solo immaginare lo sviluppo. <em>Tutti i battiti del mio cuore</em> non è solo un altro noir francese, ma un <em>&#8220;noir contemporaneo, appassionante e selvaggio, come in Europa se ne vedono di rado&#8221;</em>. (Fabio Ferzetti, Il Messaggero)</p>
<p>Di certo non è un film facile, proprio perché non permette di fuggire dalle sfumature noir. Ma è il giusto racconto di un tempo vile e cinico, dove l’eroe è al massimo un sopravvissuto.</p>
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		<title>Il profeta</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 09:52:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Jacques Audiard anno di poduzione: 2009 Il film di Jacques Audiard, uscito in Francia nell&#8217;agosto del 2009, in Italia sta per essere proiettato nelle sale dal 19 marzo, e già se ne parla molto. Il profeta è una di quelle pellicole su cui gravita una fervente attesa, visto il gran numero di premi che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1955" src="http://www.ok-cinema.com/contenuti/locandina_356.jpg" alt="Il-profeta.jpg" width="127" height="185" /> <em>di Jacques Audiard</em></p>
<p>anno di poduzione: 2009</p>
<p>Il film di Jacques Audiard, uscito in Francia nell&#8217;agosto del 2009, in Italia sta per essere proiettato nelle sale dal 19 marzo, e già se ne parla molto.</p>
<p><em>Il profeta</em> è una di quelle pellicole su cui gravita una fervente attesa, visto il gran numero di premi che ha ricevuto.</p>
<p>In effetti, il film ha vinto 9 Premi César in Francia, al festival di Cannes 2009 si è aggiudicato il Gran Premio della Giuria e agli Oscar è stato tra i film nominati come migliori film in lingua straniera. In più, l&#8217;attore protagonista del film, Tahar Rahim, ha vinto l&#8217;European Film Award.</p>
<p><em>Il profeta</em> narra la storia del diciannovenne Malik El Djebena al suo arrivo in carcere, al quale è stato condannato per sei anni. Non sa né leggere né scrivere e sembra più giovane<span id="more-1952"></span> e fragile di tutti gli altri detenuti.</p>
<p>Subito preso sotto l&#8217;autorità di un gruppo di detenuti corsi che impone la legge nella prigione, Malik impara velocemente a muoversi e, tramite le missioni che gli vengono affidate, si guadagna la fiducia dei Corsi.</p>
<p>Ben presto, però, il giovane ragazzo inizia ad usare la sua intelligenza per sviluppare una propria rete&#8230; Superando angherie e pestaggi, tra boss corsi e affiliazioni arabe, con lo studio e l’astuzia diventerà l’uomo che gli altri lo costringono a diventare. A loro discapito.</p>
<p>In un&#8217;intervista, il regista Audiard si è espresso così, a proposito del suo ultimo film: <em>“Il film avrebbe potuto anche chiamarsi Little Big Man. Il titolo è un’allusione, costringe a capire qualcosa che non viene necessariamente sviluppata nel film, e cioè che il nostro protagonista è un piccolo profeta, un nuovo prototipo di uomo”.</em></p>
<p>Come in uno dei suoi precedenti film, <em>Un héros très discret</em>, l’idea di Audiard è quella di presentare queste persone nella condizione peggiore in cui un essere umano possa trovarsi, e poi di offrire loro una possibilità, l’occasione di costruirsi una personalità eroica.</p>
<p>La storia de <em>Il Profeta</em> racconta come qualcuno riesca a raggiungere una posizione di potere che non avrebbe mai ottenuto se non fosse andato in prigione. E qui sta il paradosso.</p>
<p>Per evitare i soliti cliché del film ambientato in prigione, popolato solamente da uomini super virili, il regista ha scelto di rappresentare i detenuti che non hanno muscoli, che non sono neanche granché adatti a quell’ambiente, ma che, paradossalmente, riescono a sviluppare quelle qualità che permettono loro di emergere e dominare.</p>
<p>Malik rompe gli schemi, non è il solito hooligan. Il film segue soprattutto il suo percorso mentale, una mente che lavora e che mostra una straordinaria capacità di adattamento, che il personaggio sfrutterà in ogni modo: all’inizio per salvarsi la pelle, poi per sopravvivere e migliorare la sua condizione e infine per raggiungere un livello superiore di potere.</p>
<p>A proposito dell condizioni delle riprese del film, Jacques Audiard riconosce di aver sentito la pressione a vari livelli: <em>&#8220;Con una sceneggiatura così densa &#8211; dice &#8211; sapevamo che sarebbe stato un lavoro lungo e faticoso, infatti il film dura ben 2 ore e trenta minuti. Inoltre era impossibile girare nei luoghi naturali quindi abbiamo dovuto costruire una prigione, una decisione forzata che ci ha distanziato un po’ dal realismo.</em>&#8221;</p>
<p>Dopo aver lavorato con alcuni dei giovani attori francesi già affermati come Matthieu Kassovitz, Vincent Cassel o Romain Duris, dopo il suo quarto film <a title="Recensione di &quot;Tutti i battiti del mio cuore&quot;" href="http://www.ok-cinema.com/2010/04/12/tutti-i-battiti-del-mio-cuore/" target="_self"><em>Tutti i battiti del mio cuore</em></a>, Audiard ha avuto voglia di collaborare con attori sconosciuti: <em>&#8220;Quest’idea riflette la mia convinzione che il cinema debba avere un forte connotato sociale e che la sua funzione sia quella di raccontare il mondo reale. La mia non è una polemica, bensì il mio modo di creare finzione con una parvenza di realtà.&#8221;</em></p>
<p><em>&#8220;Per l&#8217;esattezza, Tahar Rahim non era proprio senza esperienza, visto che aveva esordito nel 2005 nel documentario di Cyril Mennegun </em><em>&#8220;Tahar the student&#8221;. Per il ruolo di Malik avevo bisogno di una persona estremamente versatile che incarnasse perfettamente il tema dell’identità presente nel film. Un uomo giovane, senza storia, che però ne scriverà una davanti ai nostri occhi. Fin dall’inizio sapevamo che questo ruolo non poteva essere recitato da un attore conosciuto, proprio perché è la storia di qualcuno che sale al potere, e che gradualmente acquista visibilità&#8221;.</em></p>
<p>Scelta azzeccata, come sembrano dimostrare le numerose critiche internazionali che hanno accompagnato l&#8217;uscita del film negli altri paesi. Manca solo una settimana per poterlo verificare, andando a vedere questo film nei cinema italiani&#8230;</p>
<h2 class="sottotitoli">Trailer del film</h2>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/sAn2JS0A_Vg?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/sAn2JS0A_Vg?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
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