<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ok Cinema . com &#187; carcere</title>
	<atom:link href="http://www.ok-cinema.com/tag/carcere/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.ok-cinema.com</link>
	<description>Il cinema letto dal computer</description>
	<lastBuildDate>Wed, 06 Apr 2011 18:28:16 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Il profeta</title>
		<link>http://www.ok-cinema.com/2010/03/10/il-profeta/</link>
		<comments>http://www.ok-cinema.com/2010/03/10/il-profeta/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 09:52:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Drammatico]]></category>
		<category><![CDATA[Genere]]></category>
		<category><![CDATA[Jacques Audiard]]></category>
		<category><![CDATA[Regista]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Il profeta]]></category>
		<category><![CDATA[Tahar Rahim]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ok-cinema.com/?p=1952</guid>
		<description><![CDATA[di Jacques Audiard anno di poduzione: 2009 Il film di Jacques Audiard, uscito in Francia nell&#8217;agosto del 2009, in Italia sta per essere proiettato nelle sale dal 19 marzo, e già se ne parla molto. Il profeta è una di quelle pellicole su cui gravita una fervente attesa, visto il gran numero di premi che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1955" src="http://www.ok-cinema.com/contenuti/locandina_356.jpg" alt="Il-profeta.jpg" width="127" height="185" /> <em>di Jacques Audiard</em></p>
<p>anno di poduzione: 2009</p>
<p>Il film di Jacques Audiard, uscito in Francia nell&#8217;agosto del 2009, in Italia sta per essere proiettato nelle sale dal 19 marzo, e già se ne parla molto.</p>
<p><em>Il profeta</em> è una di quelle pellicole su cui gravita una fervente attesa, visto il gran numero di premi che ha ricevuto.</p>
<p>In effetti, il film ha vinto 9 Premi César in Francia, al festival di Cannes 2009 si è aggiudicato il Gran Premio della Giuria e agli Oscar è stato tra i film nominati come migliori film in lingua straniera. In più, l&#8217;attore protagonista del film, Tahar Rahim, ha vinto l&#8217;European Film Award.</p>
<p><em>Il profeta</em> narra la storia del diciannovenne Malik El Djebena al suo arrivo in carcere, al quale è stato condannato per sei anni. Non sa né leggere né scrivere e sembra più giovane<span id="more-1952"></span> e fragile di tutti gli altri detenuti.</p>
<p>Subito preso sotto l&#8217;autorità di un gruppo di detenuti corsi che impone la legge nella prigione, Malik impara velocemente a muoversi e, tramite le missioni che gli vengono affidate, si guadagna la fiducia dei Corsi.</p>
<p>Ben presto, però, il giovane ragazzo inizia ad usare la sua intelligenza per sviluppare una propria rete&#8230; Superando angherie e pestaggi, tra boss corsi e affiliazioni arabe, con lo studio e l’astuzia diventerà l’uomo che gli altri lo costringono a diventare. A loro discapito.</p>
<p>In un&#8217;intervista, il regista Audiard si è espresso così, a proposito del suo ultimo film: <em>“Il film avrebbe potuto anche chiamarsi Little Big Man. Il titolo è un’allusione, costringe a capire qualcosa che non viene necessariamente sviluppata nel film, e cioè che il nostro protagonista è un piccolo profeta, un nuovo prototipo di uomo”.</em></p>
<p>Come in uno dei suoi precedenti film, <em>Un héros très discret</em>, l’idea di Audiard è quella di presentare queste persone nella condizione peggiore in cui un essere umano possa trovarsi, e poi di offrire loro una possibilità, l’occasione di costruirsi una personalità eroica.</p>
<p>La storia de <em>Il Profeta</em> racconta come qualcuno riesca a raggiungere una posizione di potere che non avrebbe mai ottenuto se non fosse andato in prigione. E qui sta il paradosso.</p>
<p>Per evitare i soliti cliché del film ambientato in prigione, popolato solamente da uomini super virili, il regista ha scelto di rappresentare i detenuti che non hanno muscoli, che non sono neanche granché adatti a quell’ambiente, ma che, paradossalmente, riescono a sviluppare quelle qualità che permettono loro di emergere e dominare.</p>
<p>Malik rompe gli schemi, non è il solito hooligan. Il film segue soprattutto il suo percorso mentale, una mente che lavora e che mostra una straordinaria capacità di adattamento, che il personaggio sfrutterà in ogni modo: all’inizio per salvarsi la pelle, poi per sopravvivere e migliorare la sua condizione e infine per raggiungere un livello superiore di potere.</p>
<p>A proposito dell condizioni delle riprese del film, Jacques Audiard riconosce di aver sentito la pressione a vari livelli: <em>&#8220;Con una sceneggiatura così densa &#8211; dice &#8211; sapevamo che sarebbe stato un lavoro lungo e faticoso, infatti il film dura ben 2 ore e trenta minuti. Inoltre era impossibile girare nei luoghi naturali quindi abbiamo dovuto costruire una prigione, una decisione forzata che ci ha distanziato un po’ dal realismo.</em>&#8221;</p>
<p>Dopo aver lavorato con alcuni dei giovani attori francesi già affermati come Matthieu Kassovitz, Vincent Cassel o Romain Duris, dopo il suo quarto film <a title="Recensione di &quot;Tutti i battiti del mio cuore&quot;" href="http://www.ok-cinema.com/2010/04/12/tutti-i-battiti-del-mio-cuore/" target="_self"><em>Tutti i battiti del mio cuore</em></a>, Audiard ha avuto voglia di collaborare con attori sconosciuti: <em>&#8220;Quest’idea riflette la mia convinzione che il cinema debba avere un forte connotato sociale e che la sua funzione sia quella di raccontare il mondo reale. La mia non è una polemica, bensì il mio modo di creare finzione con una parvenza di realtà.&#8221;</em></p>
<p><em>&#8220;Per l&#8217;esattezza, Tahar Rahim non era proprio senza esperienza, visto che aveva esordito nel 2005 nel documentario di Cyril Mennegun </em><em>&#8220;Tahar the student&#8221;. Per il ruolo di Malik avevo bisogno di una persona estremamente versatile che incarnasse perfettamente il tema dell’identità presente nel film. Un uomo giovane, senza storia, che però ne scriverà una davanti ai nostri occhi. Fin dall’inizio sapevamo che questo ruolo non poteva essere recitato da un attore conosciuto, proprio perché è la storia di qualcuno che sale al potere, e che gradualmente acquista visibilità&#8221;.</em></p>
<p>Scelta azzeccata, come sembrano dimostrare le numerose critiche internazionali che hanno accompagnato l&#8217;uscita del film negli altri paesi. Manca solo una settimana per poterlo verificare, andando a vedere questo film nei cinema italiani&#8230;</p>
<h2 class="sottotitoli">Trailer del film</h2>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/sAn2JS0A_Vg?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/sAn2JS0A_Vg?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ok-cinema.com/2010/03/10/il-profeta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La 25a ora</title>
		<link>http://www.ok-cinema.com/2010/01/11/la-25a-ora/</link>
		<comments>http://www.ok-cinema.com/2010/01/11/la-25a-ora/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 23:22:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Drammatico]]></category>
		<category><![CDATA[Genere]]></category>
		<category><![CDATA[Regista]]></category>
		<category><![CDATA[Spike Lee]]></category>
		<category><![CDATA[11 settembre]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Edward Norton]]></category>
		<category><![CDATA[La 25a ora]]></category>
		<category><![CDATA[New-York]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ok-cinema.com/?p=1376</guid>
		<description><![CDATA[di Spike Lee anno di produzione: 2002 Il film di Spike Lee è tratto dal romanzo di David Benioff, pubblicato nel 2001, che ne ha anche realizzato la sceneggiatura, ma mentre il libro era stato scritto prima dell&#8217;undici settembre, Spike Lee sceglie non a caso di proiettare sul racconto il fascio oscuro della tragedia. &#8220;La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1377" src="http://www.ok-cinema.com/contenuti/locandina5.jpg" alt="la 25a ora.jpg" width="127" height="185" /><em>di Spike Lee</em></p>
<p>anno di produzione: 2002</p>
<p>Il film di Spike Lee è tratto dal romanzo di David Benioff, pubblicato nel 2001, che ne ha anche realizzato la sceneggiatura, ma mentre il libro era stato scritto prima dell&#8217;undici settembre, Spike Lee sceglie non a caso di proiettare sul racconto il fascio oscuro della tragedia. </p>
<p>&#8220;La 25ª ora&#8221; può essere definito come una favola metropolitana o come il primo film pensato e scritto dopo la tragedia dell&#8217;undici settembre o come un documentario su New York realizzato da occhi arrabbiati e disillusi. </p>
<p>Gli occhi sono quelli di Edward Norton nei panni di Montgomery Brogan, condannato per spaccio di stupefacenti, che girovaga per la città nelle ultime sue ventiquattro ore di libertà prima di doversi recare, il giorno successivo, in un penitenziario per scontare<span id="more-1376"></span> sette anni di prigione. </p>
<p>Gli occhi di Norton vagano per le strade di una New York lacerata, dove i fari che sostituiscono le due torri sembrano dei moncherini lanciati nella notte verso lo spazio, dove le lucide simmetrie delle inquadrature di Spike enfatizzano il senso di mancanza incrociando angoli e riprendendo il vuoto. </p>
<p>Brogan, nelle sue ultime ventiquattr&#8217;ore, è alla ricerca di risposte alle molte domande che gli affastellano la mente.</p>
<p>Chi è stato a tradirlo con la narcotici? Perché non ha studiato legge all&#8217;università? Perché non ha mollato tutto sei mesi prima, riciclando tutti i soldi già guadagnati in qualche redditizio fondo di investimento? Come sfuggire alla terribile sorte che lo attende in galera? </p>
<p>Domande che rimangono tali negli occhi amareggiati del padre, nelle pieghe del magnifico corpo di Naturelle, la sua ragazza, nell&#8217;espressione di compatimento dei suoi amici di infanzia Jacob e Francis. </p>
<p>E&#8217; con loro che il protagonista passerà la sua ultima notte andando nella discoteca più trendy del momento prima di salutarli e di salutare soprattutto la usa città, New York. </p>
<p>Il racconto del lungo addio si svolge sullo sfondo delle macerie del cosiddetto Ground Zero: in particolare, un lungo dialogo tra Frank e Jacob, su sesso, denaro e amicizia &#8211; uno sproloquio ridicolo e demente &#8211; è girato dall&#8217;alto di un grattacielo che domina il sepolcro imbiancato delle Due Torri. Lo stesso colore acido è adoperato da Spike Lee per le scene della discoteca in cui folle nevrotiche di mani e di corpi sudati si agitano in maniera insensata.</p>
<p>Probabilmente, l&#8217;ora più bella del film è l&#8217;ultima, la venticinquesima, mentre accompagnato dal padre, su una macchina che inalbera la bandiera a stelle e strisce, Monty va in prigione. Il padre gli prospetta un futuro da fuggiasco e una vita ricominciata altrove, con un’altra identità, mentre lo spettatore assiste al concretizzarsi di questo universo narrativo. Si tratta di quella che Lynch chiamerebbe “fuga psicogena”, tanto intensa da materializzarsi.</p>
<p>Spike Lee ha mescolato ovvietà a intuito in questo film dedicato alla gente comune degli Stati Uniti. Segue la convenzione del film metropolitano, tra malavita e locali notturni, così come si adegua alla convenzione della commedia psicologica fatta di lunghi e divertenti dialoghi nel mondo della middle class. </p>
<p>Ma sa dare un tocco originale con le tinte generali della fotografia e i toni della recitazione che danno una forza inaspettata all&#8217;esecuzione di una sceneggiatura, tutto sommato banale. </p>
<p>Da uomo di talento, grazie al buon livello dei suoi attori (il bravissimo Edward Norton che conferma di essere uno dei migliori attori della sua generazione) e al solito uso svelto e elastico della macchina da presa, ha saputo stare dentro alle cose e trasmettere in una disperata malinconia il segnale doloroso che un mondo è finito e non ricomincerà mai più.</p>
<h2 class="sottotitoli">Alcune scene del film</h2>
<p><object width="540" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/qDX6ioWlGYc?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/qDX6ioWlGYc?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="540" height="385"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ok-cinema.com/2010/01/11/la-25a-ora/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

Served from: www.ok-cinema.com @ 2012-02-07 13:22:26 -->
