<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ok Cinema . com &#187; Berlino</title>
	<atom:link href="http://www.ok-cinema.com/tag/berlino/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.ok-cinema.com</link>
	<description>Il cinema letto dal computer</description>
	<lastBuildDate>Thu, 29 Jul 2010 15:15:17 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Il cielo sopra Berlino</title>
		<link>http://www.ok-cinema.com/2009/08/18/il-cielo-sopra-berlino/</link>
		<comments>http://www.ok-cinema.com/2009/08/18/il-cielo-sopra-berlino/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 09:19:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Regista]]></category>
		<category><![CDATA[Wim Wenders]]></category>
		<category><![CDATA[angeli]]></category>
		<category><![CDATA[Berlino]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Ganz]]></category>
		<category><![CDATA[Il cielo sopra Berlino]]></category>
		<category><![CDATA[Peter Falk]]></category>
		<category><![CDATA[Solveig Dommartin]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ok-cinema.com/?p=513</guid>
		<description><![CDATA[ di Wim Wenders

anno di produzione: 1987
Quando fu presentato in concorso al 40° Festival di Cannes, il film Il cielo sopra Berlino vinse il premio per la migliore regia. A confermare il fatto che le poesie di Rainer Maria Rilke hanno ispirato il film sono le parole del regista Wim Wenders, secondo il quale gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-520" title="il-cielo-sopra-berlino" src="http://www.ok-cinema.com/contenuti/il-cielo-sopra-berlino.jpg" alt="il-cielo-sopra-berlino" width="127" height="185" /> di Wim Wenders<br />
</em><br />
anno di produzione: 1987</p>
<p>Quando fu presentato in concorso al 40° Festival di Cannes, il film <em>Il cielo sopra Berlino</em> vinse il premio per la migliore regia. A confermare il fatto che le poesie di Rainer Maria Rilke hanno ispirato il film sono le parole del regista Wim Wenders, secondo il quale gli angeli vivono nelle poesie di Rilke.</p>
<p>Nella Berlino delle anni Ottanta (dove è ambientato il film), due angeli chiamati Damiel e Cassiel vagano nella città mentre osservano ciò che fanno e di ciò che pensano gli esseri umani.</p>
<p>Li vedono, possono anche leggere nei loro pensieri senza essere visti, essendo invisibili e impercettibili. Damiel e Cassiel si mescolano ai pensieri e alle esistenze <span id="more-513"></span>degli abitanti di Berlino<a href="http://www.berlin.de/"></a>, riempiono di annotazioni i loro taccuini e si scambiano le informazioni che hanno trascritto sugli esseri umani.</p>
<p>Sono solo osservatori, essendo incapaci di interazioni con il mondo fisico. Nonostante ciò, Damiel mentre percorre la città vede Marion, una trapezista bella, brava e che si sente molto sola e se ne innamora.</p>
<p>Tra i molti personaggi che incontrano nel loro girovagare, c&#8217;è anche l&#8217;attore americano Peter Falk, che nel film interpreta sé stesso, di passaggio a Berlino per girare un film.</p>
<p>Si scopre che in passato è stato anche lui un angelo ma che per poter participare al mondo e non solo osservarlo ha rinunciato alla sua immortalità. Damiel, convinto dopo un incontro con Falk di voler anche lui diventare umano, abbandona la sua esistenza spirituale; Damiel si mette così alla ricerca della donna di cui si è innamorato, Marion, che adesso è disoccupata e che, non sapendo cosa fare, va ad un concerto rock.</p>
<p>I due si ritrovano e riescono a coronare il loro sogno d&#8217;amore, mentre l&#8217;altro angelo Cassiel assiste alla nuova condizione dell&#8217;amico con un pizzico di malinconia per non aver avuto egli stesso il coraggio di compiere il grande &#8220;passo&#8221;.</p>
<p>La storia del film continua nel seguito <em>Cosi lontano, cosi vicino</em> prodotto da Wenders nel 1993.</p>
<p>Il film fu diversamente accolto tra critici severi che gli rimproverano l&#8217;accademismo più che incipiente e la concettualità poeticizzante (dovuta ai dialoghi di Peter Handke) e quelli che lo elogiarono sulla sua moderna favola che coniuga malinconia e tenerezza e recupera la memoria storica e visiva di Berlino, poema unanimista intessuto di storie individuali, appassionato inno alla “terrestrità”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ok-cinema.com/2009/08/18/il-cielo-sopra-berlino/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Goodbye Lenin</title>
		<link>http://www.ok-cinema.com/2009/08/03/goodbye-lenin/</link>
		<comments>http://www.ok-cinema.com/2009/08/03/goodbye-lenin/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 09:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Regista]]></category>
		<category><![CDATA[Wolfgang Becker]]></category>
		<category><![CDATA[Berlino]]></category>
		<category><![CDATA[Daniel Bruhl]]></category>
		<category><![CDATA[DDR]]></category>
		<category><![CDATA[Goodbye Lenin]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ok-cinema.com/?p=474</guid>
		<description><![CDATA[di Wolfgang Becker

anno di produzione: 2003
Ecco la famiglia Kerner nella Berlino-est della Republica Democratica tedesca, con la madre Cristiane che vive sola con i due figli Alex e Ariana, dopo che il padre è fuggito verso l&#8217;ovest alla fine delle anni 70. 
Il 7 ottobre 1989, mentre Christiane diventa fervente socialista e prende parte ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-479" title="good-bye-lenin" src="http://www.ok-cinema.com/contenuti/good-bye-lenin.jpg" alt="good-bye-lenin" width="127" height="185"  />di Wolfgang Becker<br />
</em><br />
anno di produzione: 2003</p>
<p>Ecco la famiglia Kerner nella Berlino-est della Republica Democratica tedesca, con la madre Cristiane che vive sola con i due figli Alex e Ariana, dopo che il padre è fuggito verso l&#8217;ovest alla fine delle anni 70. </p>
<p>Il 7 ottobre 1989, mentre Christiane diventa fervente socialista e prende parte ai festeggiamenti del quarantennale della DDR, vede il suo figlio pestato e portato via dalla polizia durante alcuni tumulti. Colpita da un infarto la donna cade in coma, mentre il figlio viene liberato poco dopo.</p>
<p>Nel giugno 1990 la madre Cristiane si risveglia, ignorando i cambiamenti che sono accaduti: la caduta del muro, la scomparsa del governo socialista e l&#8217;arrivo di un modello di vita occidentale. Per evitarle il contraccolpo psicologico che i medici ritengono possa<span id="more-474"></span> esserle fatale, Alex e Ariana decidono di nascondere la realtà alla loro madre, sapendo che la madre dovrà riposare per molto tempo. </p>
<p>Risistemano la stanza della madre come prima e si impegnano a nascondere tutte le novità tecnologiche, aiutati da vicini e amici. Partono a caccia dei prodotti alimentari della ex-DDR e perfino inventano dei falsi giornali televisivi della Germania dell&#8217;est.</p>
<p>Quando la madre viene portata d&#8217;urgenza in ospedale poco prima della riunificazione ufficiale, Alex inventa un ultimo giornale televisivo scambiando la festa per la riunificazione con la festa anniversario della DDR, senza sapere però che tutta la verità è stata nel frattempo rivelata alla madre dalla sua ragazza. La madre si spegne ammirando dunque gli sforzi del figlio per risparmiare il suo cuore fragile.</p>
<p>Il film di Wolfgang Becker possiede numerose qualità a partire dall&#8217;originalità della storia e dall&#8217;intelligenza della sceneggiatura, dalla tonalità leggermente satirica dove l&#8217;ironia viene attenuata da una grande tenerezza. Momenti allegri alternano con quelli d&#8217;emozione e di malinconia senza mai cadere nella caricatura o nel manicheismo. </p>
<p>Il regista lascia da parte il discorso politico per interessarsi prima di tutto alla vita dei suoi personaggi, al quotidiano e a suoi punti di riferimento e al rapporto tra madre e figlio interpretato con grande tenerezza da i bravissimi Daniel Bruhl e Katrin Sass.</p>
<p>Il film ha vinto come miglior film europeo al Festival di Berlino ed ha riscosso un successo di pubblico senza precedenti. Per fare assomigliare la Berlino di oggi alla vecchia Berlino-est, la produzione ha dovuto usare il computer-grafic: così molti manifesti pubblicitari e insegne sono stati cancellati virtualmente e i colori sono stati digitalmente smorzati per ricreare l&#8217;atmosfera del tempo. </p>
<p>Alla bravura della sceneggiatura che riesce a rendere fra le quattro mura della stanza di Cristiana lo straniamento di un popolo investito da un cambiamento subitaneo e catapultato verso un futuro difficile da gestire, si aggiunge quella degli attori, nonché una citazione di Stanley Kubrick.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ok-cinema.com/2009/08/03/goodbye-lenin/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
