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	<title>Ok Cinema . com &#187; Wong Kar-Wai</title>
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	<description>Il cinema letto dal computer</description>
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		<title>In the mood for love</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 08:20:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Regista]]></category>
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		<category><![CDATA[In the mood for love]]></category>
		<category><![CDATA[Maggie Cheung]]></category>
		<category><![CDATA[Tony Leung]]></category>

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		<description><![CDATA[di Wong Kar-Wai anno di produzione: 2000 &#8220;In the mood for love&#8221; è un film del 2000 diretto da Wong Kar-Wai, il più occidentale dei registi del cinema orientale. Se il regista mantiene il taglio classico della cultura orientale soprattutto nelle tematiche delle storie, è invece la forma che dà alle sue storie a renderlo distante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-987" src="http://www.ok-cinema.com/contenuti/in-the-mood-for-love.jpg" alt="in the mood for love.jpg" width="127" height="185" />di Wong Kar-Wai</em></p>
<p>anno di produzione: 2000</p>
<p>&#8220;In the mood for love&#8221; è un film del 2000 diretto da Wong Kar-Wai, il più occidentale dei registi del cinema orientale. </p>
<p>Se il regista mantiene il taglio classico della cultura orientale soprattutto nelle tematiche delle storie, è invece la forma che dà alle sue storie a renderlo distante dalle sue origini. </p>
<p>Si può dire che il suo cinema è esteticamente e concettualmente più vicino al gusto statunitense rispetto a quello della maggior parte dei suoi connazionali. </p>
<p>Conosciuto a livello internazionale nel 1994 con il film &#8220;Hong Kong Express&#8221;, è con &#8220;Happy together&#8221; che Wong Kar-Wai ottiene un riconoscimento<span id="more-985"></span> al festival di Cannes del 1997, con il premio di miglior regista.</p>
<p>A differenza dei suoi precedenti film, <em>In the mood for love</em> ha una trama molto lineare, dove i sentimenti dei personaggi aumentano tra un incontro e un altro, la colonna sonora prende il sopravvento sulla parola e le emozioni traspaiono dagli sguardi e dai movimenti. </p>
<p>Siamo ad Hong Kong nel 1962 (dove il regista nato a Shangai è poi cresciuto). L&#8217;impiegata Su Li-zhen e il giornalista Cho Mo-wan, entrambi di Shangai e sposati con coniugi spesso e volentieri assenti per lavoro, s&#8217;incontrano nella casa dove abitano porta a porta, stringono un&#8217;amicizia amorosa, rafforzata dal comune sospetto di una relazione tra i rispettivi coniugi. </p>
<p>Si incontrano, si chiedono cosa staranno facendo gli altri due, si parlano come se parlassero a loro, si guardano allontanarsi, e inevitabilmente senza dirselo mai, finiscono per amarsi. </p>
<p>Il film si basa soprattutto sulla lentezza dei movimenti, sulle riflessioni dei due personaggi che cercano di accettare il tradimento dei loro coniugi, cercando di capire all&#8217;inizio come sia potuto succedere, chi dei due abbia potuto iniziare, ma alla fine capiscono che queste cose sono inutili, anche perché sta accadendo anche a loro, anche se in modo molto velato.</p>
<p>Claustrofobica e di raffinata eleganza, sensuale e casta, ricca di particolari e di ripetizioni, ritmata da un brano musicale di Michael Galasso che, con le canzoni in spagnolo di Nat King Cole (“Ojos verdes”, “Quizas, quizas”) si ripete con leggere variazioni, è una storia segreta d&#8217;amore, vissuta all&#8217;interno e in silenzio, raccontata in modi sapientemente ellittici, all&#8217;insegna del ricordo, di un passato “sfocato e indistinto”. </p>
<p>Tony Leung e Maggie Cheung sono strepitosi, bellissimi e glaciali. I lineamenti austeri di Leung sono perennemente offuscati dal fumo delle tante sigarette mentre i magnifici vestiti di Maggie Cheung oltre a fasciarne il corpo meraviglioso sembrano scandire i tempi del racconto più dell&#8217;orologio che viene inquadrato di tanto in tanto: quando il vestito cambia da un&#8217;inquadratura all&#8217;altra ci accorgiamo che forse (forse) è passato un altro giorno&#8230;</p>
<p>E&#8217; interessante sapere quale fosse il progetto originario: intitolato &#8220;Tre storie di cibo&#8221;, si trattava &#8220;di filmare tre storie che descrivessero il modo in cui il cibo influisce sulla vita della comunità cinese di Hong Kong e come innovazioni quali il bollitore per il riso, le tagliatelle istantanee e il fast-food hanno cambiato la vita degli asiatici, sconvolgendo le loro relazioni sociali. [...] Come il ruolo dell&#8217;uomo e della donna è cambiato a causa delle abitudini alimentari.&#8221; </p>
<p>Dopo aver girato, in due sole notti, un primo cortometraggio di 8 minuti, che avrebbe dovuto costituire l&#8217;ultima storia, dedicata al dessert, nel quale Maggie Cheung mangia dolci in un fast food gestito da Tony Leung, la storia dedicata al piatto principale è diventata sempre più lunga, fino a diventare un intero lungometraggio. </p>
<p>Il film ha richiesto quindici mesi di riprese, interrotte per la crisi economica in Asia, che ha messo in difficoltà i finanziatori asiatici ed ha reso necessario cercare fondi in Europa. Quando le riprese sono ricominciate, Wong aveva già cominciato quelle del film successivo,<em> 2046,</em> quindi si è trovato a girare due film contemporaneamente, che si sono influenzati a vicenda. </p>
<p>Infatti, <em>2046</em> può essere visto come il seguito ideale di <em>In the mood for love</em>, ma con un ritmo molto diverso caratterizzato da bruschi passaggi tra la realtà e la fantasia del protagonista.</p>
<h2 class="sottotitoli">Trailer del film</h2>
<p><object width="540" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/9kRQqksluZk?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/9kRQqksluZk?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="540" height="340"></embed></object></p>
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