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	<title>Ok Cinema . com &#187; Spike Lee</title>
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	<description>Il cinema letto dal computer</description>
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		<title>La 25a ora</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 23:22:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Drammatico]]></category>
		<category><![CDATA[Genere]]></category>
		<category><![CDATA[Regista]]></category>
		<category><![CDATA[Spike Lee]]></category>
		<category><![CDATA[11 settembre]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Edward Norton]]></category>
		<category><![CDATA[La 25a ora]]></category>
		<category><![CDATA[New-York]]></category>

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		<description><![CDATA[di Spike Lee
anno di produzione: 2002
Il film di Spike Lee è tratto dal romanzo di David Benioff, pubblicato nel 2001, che ne ha anche realizzato la sceneggiatura, ma mentre il libro era stato scritto prima dell&#8217;undici settembre, Spike Lee sceglie non a caso di proiettare sul racconto il fascio oscuro della tragedia. 
&#8220;La 25ª ora&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1377" src="http://www.ok-cinema.com/contenuti/locandina5.jpg" alt="la 25a ora.jpg" width="127" height="185" /><em>di Spike Lee</em></p>
<p>anno di produzione: 2002</p>
<p>Il film di Spike Lee è tratto dal romanzo di David Benioff, pubblicato nel 2001, che ne ha anche realizzato la sceneggiatura, ma mentre il libro era stato scritto prima dell&#8217;undici settembre, Spike Lee sceglie non a caso di proiettare sul racconto il fascio oscuro della tragedia. </p>
<p>&#8220;La 25ª ora&#8221; può essere definito come una favola metropolitana o come il primo film pensato e scritto dopo la tragedia dell&#8217;undici settembre o come un documentario su New York realizzato da occhi arrabbiati e disillusi. </p>
<p>Gli occhi sono quelli di Edward Norton nei panni di Montgomery Brogan, condannato per spaccio di stupefacenti, che girovaga per la città nelle ultime sue ventiquattro ore di libertà prima di doversi recare, il giorno successivo, in un penitenziario per scontare<span id="more-1376"></span> sette anni di prigione. </p>
<p>Gli occhi di Norton vagano per le strade di una New York lacerata, dove i fari che sostituiscono le due torri sembrano dei moncherini lanciati nella notte verso lo spazio, dove le lucide simmetrie delle inquadrature di Spike enfatizzano il senso di mancanza incrociando angoli e riprendendo il vuoto. </p>
<p>Brogan, nelle sue ultime ventiquattr&#8217;ore, è alla ricerca di risposte alle molte domande che gli affastellano la mente.</p>
<p>Chi è stato a tradirlo con la narcotici? Perché non ha studiato legge all&#8217;università? Perché non ha mollato tutto sei mesi prima, riciclando tutti i soldi già guadagnati in qualche redditizio fondo di investimento? Come sfuggire alla terribile sorte che lo attende in galera? </p>
<p>Domande che rimangono tali negli occhi amareggiati del padre, nelle pieghe del magnifico corpo di Naturelle, la sua ragazza, nell&#8217;espressione di compatimento dei suoi amici di infanzia Jacob e Francis. </p>
<p>E&#8217; con loro che il protagonista passerà la sua ultima notte andando nella discoteca più trendy del momento prima di salutarli e di salutare soprattutto la usa città, New York. </p>
<p>Il racconto del lungo addio si svolge sullo sfondo delle macerie del cosiddetto Ground Zero: in particolare, un lungo dialogo tra Frank e Jacob, su sesso, denaro e amicizia &#8211; uno sproloquio ridicolo e demente &#8211; è girato dall&#8217;alto di un grattacielo che domina il sepolcro imbiancato delle Due Torri. Lo stesso colore acido è adoperato da Spike Lee per le scene della discoteca in cui folle nevrotiche di mani e di corpi sudati si agitano in maniera insensata.</p>
<p>Probabilmente, l&#8217;ora più bella del film è l&#8217;ultima, la venticinquesima, mentre accompagnato dal padre, su una macchina che inalbera la bandiera a stelle e strisce, Monty va in prigione. Il padre gli prospetta un futuro da fuggiasco e una vita ricominciata altrove, con un’altra identità, mentre lo spettatore assiste al concretizzarsi di questo universo narrativo. Si tratta di quella che Lynch chiamerebbe “fuga psicogena”, tanto intensa da materializzarsi.</p>
<p>Spike Lee ha mescolato ovvietà a intuito in questo film dedicato alla gente comune degli Stati Uniti. Segue la convenzione del film metropolitano, tra malavita e locali notturni, così come si adegua alla convenzione della commedia psicologica fatta di lunghi e divertenti dialoghi nel mondo della middle class. </p>
<p>Ma sa dare un tocco originale con le tinte generali della fotografia e i toni della recitazione che danno una forza inaspettata all&#8217;esecuzione di una sceneggiatura, tutto sommato banale. </p>
<p>Da uomo di talento, grazie al buon livello dei suoi attori (il bravissimo Edward Norton che conferma di essere uno dei migliori attori della sua generazione) e al solito uso svelto e elastico della macchina da presa, ha saputo stare dentro alle cose e trasmettere in una disperata malinconia il segnale doloroso che un mondo è finito e non ricomincerà mai più.</p>
<h2 class="sottotitoli">Alcune scene del film</h2>
<p><object width="540" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/qDX6ioWlGYc?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/qDX6ioWlGYc?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="540" height="385"></embed></object></p>
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		<title>SOS &#8211; Summer of Sam</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 22:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Genere]]></category>
		<category><![CDATA[Regista]]></category>
		<category><![CDATA[Spike Lee]]></category>
		<category><![CDATA[Thriller]]></category>
		<category><![CDATA[capro espiatorio]]></category>
		<category><![CDATA[collare]]></category>
		<category><![CDATA[convenzioni sociali]]></category>
		<category><![CDATA[coro narrante]]></category>
		<category><![CDATA[debole]]></category>
		<category><![CDATA[di colore]]></category>
		<category><![CDATA[diverso]]></category>
		<category><![CDATA[nero]]></category>
		<category><![CDATA[serial killer]]></category>

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		<description><![CDATA[di Spike Lee
anno di produzione: 1999
Il film comincia con un commento fuori campo di un giornalista che fa un po’ le veci del coro teatrale; comincia con il descrivere il soggetto e l’ambientazione che è a New York, la città, dice, che “amo e che odio al tempo stesso”.
Parla dell’estate infernale del 1977, dove oltre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-1441" title="summer of sam" src="http://www.ok-cinema.com/contenuti/summer-of-sam.jpg" alt="summer of sam" width="127" height="185"/>di Spike Lee</em></p>
<p>anno di produzione: 1999</p>
<p>Il film comincia con un commento fuori campo di un giornalista che fa un po’ le veci del coro teatrale; comincia con il descrivere il soggetto e l’ambientazione che è a New York, la città, dice, che “amo e che odio al tempo stesso”.</p>
<p>Parla dell’estate infernale del 1977, dove oltre ad un caldo disumano fa la comparsa un ancora più disumano serial killer che si firma come “figlio di Sam”.</p>
<p>Col crescere della temperatura e del numero delle vittime il panico si impadronisce della città e la stessa polizia per risolvere il caso è costretta a chiedere l’aiuto della mafia locale che offre una ricompensa per la cattura del mostro omicida.</p>
<p>Sotto panico tante donne si tingono bionde perchè fino a quel momento<span id="more-1411"></span> il serial killer aveva ucciso solo donne more.</p>
<p>Spike Lee, prendendo spunto da questa storia vera, ne approfitta per narrare le vite di alcuni protagonisti a prevalenza italiani per evidenziare come viene tutta fuori la meschinità umana quando è messa alle strette dalla paura di un serial killer che resta in sottofondo.</p>
<p>Le storie che si intrecciano sono quelle dei coniugi Vinny e Dionna con quelle di Ritchie, Ruby e Joe e la sua gang.</p>
<p>Vinny rappresenta lo stereotipo dell’italiano del sud, religioso, vecchio stampo e maschilista. Ama i giochetti sessuali ma non osa farli con la moglie “trofeo” perché il “trofeo” (oppure il maschilista e antico concetto di moglie) deve essere invidiato, casto e immacolato; per questo la tradisce di continuo compensando all’esterno la fantasia che manca all’interno della sua vita coniugale.</p>
<p>Dionna è una delle figure più riuscite con la sua toccante preoccupazione di soddisfare e compiacere il marito: struggente il suo dialogo con una sexy ex del marito, Ruby, con la quale si umilia chiedendole come fare per dar piacere al suo consorte; è l’unica che percorrerà un processo di maturazione tale che la porterà a liberarsi di tutta la zavorra accumulata a causa delle convenzioni sociali.</p>
<p>A proposito di convenzioni sociali, in un dialogo Ritchie, il punk, il “diverso”, discutendo a riguardo del proprio collare reale che esibiva, parlava a Vinny del collare invisibile ma molto più reale che il suo amico (e tanti altri) si trascinava dietro.</p>
<p>Vinny proprio a causa del suo collare fittizio delle convenzioni sociali perderà la moglie Dionna ed il suo migliore amico Ritchie che tradirà perché  intrappolato in un modo di pensare che non accetta il “diverso” e cede alla tentazione umana, troppo umana, di cercare proprio nel “diverso”, nel debole, il “capro espiatorio” con il cui sacrificio si consolidano e si cementificano i rapporti umani all’interno di una società e di una comunità intollerante e chiusa, troppo chiusa, dove non c’è spazio per chi non accetta il collare fittizio delle convenzioni.</p>
<p>Emblematico quel che dice una donna di colore in un’intervista a riguardo del serial killer, la quale esordisce che vuole dare “il punto di vista più nero di tutti” e questo punto di vista dice che è una fortuna che ad uccidere tutta quella gente bianca sia proprio un bianco perché se fosse stato malauguratamente un nero, il proprio quartiere sarebbe diventato un focolaio di scontri razziali.</p>
<p>Ecco qui che rientra il marchio tipico di Spike Lee, che non a caso fa la parte del giornalista che sta intervistando la donna in questione.</p>
<p>Messaggi forti, intolleranze, classici clichè e capri espiatori sono il cocktail di successo per un film che lascia il segno perché di certo non lascia indifferenti; esattamente come non è di indifferenza il messaggio del giornalista “coro narrante”  che ha raccontato solo una delle tante storie di una città “che odio e che amo”, per prendere a prestito le sue parole invertite nell’ordine rispetto all’esordio; di sottofondo le note di “New York, New York”.</p>
<h2 class="sottotitoli">Trailer del film</h2>
<p><object width="540" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/0a-E4Q9CHSk?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/0a-E4Q9CHSk?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="540" height="385"></embed></object></p>
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