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	<title>Ok Cinema . com &#187; Psicologico</title>
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	<description>Il cinema letto dal computer</description>
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		<title>I quattrocento colpi</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 15:25:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
				<category><![CDATA[François Truffaut]]></category>
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		<description><![CDATA[di François Truffaut
anno di produzione: 1959
Il titolo del primo lungometraggio di Truffaut si riferisce all&#8217;espressione francese &#8220;faire les quatre cents coups&#8221; che significa &#8220;combinarne di tutti colori&#8221;, che è ciò che fa il protagonista del film, Antoine Doinel. 
Il film, girato alla fine del 2008 fu presentato al 12° Festival di Cannes, dove vinse il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1262" src="http://www.ok-cinema.com/contenuti/imm1.jpg" alt="I quattrocento colpi.jpeg" width="127" height="185" /><em>di François Truffaut</em></p>
<p>anno di produzione: 1959</p>
<p>Il titolo del primo lungometraggio di Truffaut si riferisce all&#8217;espressione francese &#8220;faire les quatre cents coups&#8221; che significa &#8220;combinarne di tutti colori&#8221;, che è ciò che fa il protagonista del film, Antoine Doinel. </p>
<p>Il film, girato alla fine del 2008 fu presentato al 12° Festival di Cannes, dove vinse il Premio per la migliore regia e tutt&#8217;ora rimane uno dei film più famosi di François Truffaut. </p>
<p>È il primo di una serie di film che hanno tutti per protagonista Antoine Doinel, alter-ego del regista, sempre interpretato dallo stesso attore, Jean-Pierre Léaud, ripreso in fasi diverse della sua vita, dall&#8217;adolescenza alla maturità. </p>
<p>I film successivi di questa &#8220;serie&#8221; sono:<em> Antoine et Colette (1962)</em>,<em> Baci rubati (1968)</em>,<em> Non drammatizziamo&#8230;è solo questione di corna </em>(1970),<em> L&#8217;amore fugge</em> (1978).<span id="more-1261"></span></p>
<p>L&#8217;azione, che si svolge a Parigi alla fine degli anni &#8216;50, racconta la storia di Antoine Doinel, un ragazzino che vive con la giovane madre e il patrigno, genitori poco disponibili che interpretano spesso male i bisogni affettivi del ragazzo e le inquietudini tipiche dell&#8217;adolescenza. </p>
<p>Ha poca voglia di studiare e si diverte ad andare al cinema, a marinare la scuola, a compiere piccoli furti per attirare l&#8217;attenzione egli adulti su di sé e per protestare contro la loro insensibilità e la loro ostilità. </p>
<p>Il solo conforto alla sua solitudine è l&#8217;amicizia col coetaneo René, con cui marina frequentemente la scuola andando al cinema o al Luna Park. Il comportamento di Antoine peggiora poco a poco e dopo aver rubato una macchina per scrivere viene scoperto e denunciato alla polizia e si ritrova costretto a passare una notte in cella. </p>
<p>La madre, per liberarsene, acconsente con durezza, &#8220;per dargli una lezione&#8221;, a che venga rinchiuso in un riformatorio lontano da Parigi, vicino al mare, dove la disciplina è molto rigida. Il film si conclude con la fuga di Antoine resa possibile grazie alla disattenzione dei sorveglianti durante una partita di pallone e l&#8217;ultima sequenza, mostrata secondo dopo secondo nel più classico stile della &#8220;Nouvelle Vague&#8221; ci fa vedere il ragazzo che corre verso il mare con uno sguardo consapevole da adulto.</p>
<p>Il film è forse l&#8217;opera più autobiografica tra tutti i film di Truffaut. Narra l&#8217;infanzia di Antoine Doinel, un ragazzo &#8220;difficile&#8221; e i suoi rapporti con le &#8220;istituzioni&#8221; (la famiglia, la scuola, la polizia, il riformatorio) negli anni in cui l&#8217;apparente benessere economico non riesce a dare risposte soddisfacenti a chi non sia banalmente superficiale. </p>
<p>Ma <em>I quattrocento colpi</em> attraverso un inno alla libertà dell&#8217;infanzia è anche il manifesto della Nouvelle Vague francese con una forma filmica immediata, viva, realista.</p>
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