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Potiche – La bella statuina

novembre 18th, 2010 by Blanche in Commedia, François Ozon, Genere, Regista

Potiche-La-bella-statuina.jpgdi François Ozon

anno di produzione: 2010

Attualmente al cinema c’è l’ultima commedia del regista francese François Ozon (8 donne e un mistero, Il rifugio), ispirata all’omonimo romanzo di Pierre Barillet e Jean-Pierre Grédy e ambientata a Sainte-Gudule, nella Francia settentrionale alla fine degli anni settanta.

La trama vede come protagonisti un ricco industriale, Robert Pujol, che senza scrupoli dirige con pugno di ferro la sua fabbrica di ombrelli, e sua moglie Suzanne, moglie borghese e casalinga sottomessa e costretta alla vita domestica.

Per interpretare il ruolo di Robert, uomo despotico con la famiglia e impopolare presso i suoi operai, il regista ha scelto un bravissimo Fabrice Luchini, mentre Suzanne viene interpretata da una Catherine Deneuve in grandissima forma!

Il destino di Suzanne sarà capovolto in seguito a uno sciopero e al sequestro dello spietato marito da parte dei suoi operai; rilasciato grazie all’intercessione della moglie e all’intervento di Babin, deputato comunista e vecchio amante di Suzanne (un Gérard Depardieu un po’ sottotono, quasi fragile…), Robert è costretto al ricovero.

E’ allora che Suzanne si ritrova a sostituirlo alla guida della fabbrica e si rivelerà insospettatamente acuta, concreta e piena di iniziativa e, con l’aiuto di un deputato di sinistra (suo ex amante), riuscirà a riportare la pace nell’azienda, umanizzandone le dinamiche del lavoro. Ma il ritorno del marito riposato e in forma smagliante complica la situazione…

Ma cosa significa il termine potiche? In Francia il termine potiche indica una sorta di grosso vaso di scarso valore posato su un mobile solo per arredare, e così, in termini dispregiativi, è una donna che vive all’ombra del marito.

Una parola che viene spesso usata per le mogli dei presidenti della Repubblica, ma anche più semplicemente per designare le donne casalinghe che spesso ricoprono il ruolo di ornamento ai fianchi dei loro ricchi mariti. Ed ecco in questo caso che la protagonista Suzanne, costretta in una gabbia dorata da un marito fedifrago, da oggetto ornamentale diventa soggetto divorante, capace di farsi carico del proprio destino e della propria storia.

Suzanne con una grazia tutta sua e una pacata quanto femminile determinazione, diventa quello che non ha mai fatto trasparire: una donna che sa conquistare e gestire il potere meglio di tanti uomini, tracciando la via per le prime pari opportunità.

François Ozon, tramite la fotografia di Yorick Le Saux e i costumi di Pascaline Chavanne, ci presenta delle scene da libro illustrato stile retrò, con colori vivi con predominanza del rosso e uno sfondo color confetto dal forte sapore di anni ‘70.

Alcune scene del film

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