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Cyrano de Bergerac

febbraio 9th, 2010 by Gwenn in Drammatico, Genere, Jean-Paul Rappeneau, Regista

Cyrano de Bergeracdi Jean-Paul Rappeneau

anno di produzione: 1990

“Chi amo? Su, rifletti, forza. A me è proibito il sogno di un amore con questo naso al piede, che almen di un quarto d’ora ovunque mi precede. Allora per chi amo? Ma questo va da sé. Amo, ma è inevitabile, la più bella che c’è”.

Se Cyrano de Bergerac, lo spadaccino guascone dal naso prominente, è uno dei personaggi più conosciuti e amati del teatro, si conosce invece molto meno chi è l’autore di questa opera teatrale rappresentata per la prima volta nel 1897 a Parigi.

Si tratta del drammaturgo francese Edmond Rostand reso famosissimo grazie all’enorme successo con cui viene accolta l’opera. Rostand si ispirò per la sua «commedia eroica» al quel Cyrano de Bergerac, poeta, uomo d’arme e scrittore di fantascienza, realmente vissuto fra il 1619 e il 1655.

Vari sono stati i registi che si sono confrontati con l’adattazione al cinema dell’opera teatrale, ma il risultato più convincente è probabilmente il film di Jean-Paul Rappeneau uscito 20 anni fa nelle sale, in cui il cadetto di Guascogna è interpretato con magnifica foga e dolcezza da Gérard Depardieu, il quale disse del suo personaggio “Cyrano è un dolore e una collera”. E’ sufficiente raccontare la trama per accorgersene.

Cyrano de Bergerac, cadetto di Guascogna, ammirato e temuto per la sua infallibile spada e per i suoi motti spiritosi e taglienti, essendo afflitto da un naso mostruoso, non ha il coraggio di manifestare alla cugina Roxane il suo amore per lei.

Costei, ignara dei sentimenti del cugino, lo prega di prendere sotto la sua protezione il giovane Christian de Neuvillette del quale è innamorata. Poichè questi non riesce ad esprimere in belle frasi il suo sentimento, Cyrano gliele suggerisce e fa in modo che Christian possa sposare Roxane.

Ma i due uomini si ritrovano presto al fronte per combattere e da lì Cyrano, a nome di Christian, continua a scrivere numerose lettere d’appassionata poesia per Roxane, mantenendo sempre per sé questo segreto, anche quando il giovane muore combattendo. Solo anni dopo, Cyrano, allora morente, svelerà a Roxane il suo amore taciuto per lei.

Il film è stato ricoperto a buon diritto di premi: migliore interpretazione maschile al Festival di Cannes per Gérard Depardieu, Premio Oscar per i migliori costumi, David di Donatello per migliore film straniero e dieci premi César.

Rappeneau si è incaricato di dar forma cinematografica a questo bellissimo testo: “riuscendo a costruire uno spettacolo fra il monumentale, il tenero, il fastoso, con uno straordinario Depardieu al centro, capace di gridare e di piangere con eguale convinzione, il regista riesce, con indubbi meriti, a suscitare molto interesse” – così dice Gian Luigi Rondi ne Il Tempo.

E continua: “Ha firmato un’opera in cui si realizza una sintesi gradevolissima di parola e immagine, un’opera lirica dove le parole sostituiscono le musiche. Il regista ha anche il merito di aver dato risalto e spessore agli altri personaggi, spesso appiattiti a teatro, e di aver puntato sul ritmo, fondato sugli alessandrini di Edmond Rostand, versi che ci sono ma non si sentono tanto sono immersi nell’azione. Il film è ricco di scene spettacolari con scenografia, costumi e fotografia molto curati che hanno fatto sì che Cyrano de Bergerac sia riuscito un film di successo”.

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