immagine lusso

Il cinema letto dal computer

"Ma viaggiare nel tempo è troppo pericoloso. E' meglio che mi dedichi a studiare l'altro grande mistero dell'universo... le donne! "
Ritorno al futuro - Parte II

Registrati o effettua il log-in

Il Padrino II

gennaio 18th, 2010 by Stefania in Drammatico, Francis Ford Coppola, Genere, Regista

ilpadrinoII di Francis Ford Coppola

anno di produzione: 1974

Il film precedente terminava con gli onori al nuovo padrino.

Il Padrino II comincia proprio con questi onori all’uomo e alla nuova era.

Ma com’era un tempo? Com’è stato per il patriarca, don Vito Corleone, all’inizio di tutto?
Ed ecco che siamo catapultati subito in questo passato, in un’antica Sicilia, come in una sorta di contrapposizione di epoche e concetti di potere.

Vediamo da subito un funerale, quasi a voler da subito precisare che le storie che seguiranno saranno sempre accompagnate dalla morte. E’ il funerale di Antonio Andolini, padre di Vito Andolini, allora bambino, che sarà successivamente conosciuto, temuto e rispettato come il padrino e patriarca don Vito Corleone.

Il padre di Vito era uno strenuo oppositore della mafia locale e mai si era piegato e come si evince aveva pagato a caro prezzo la sua fermezza; durante il funerale sarà ucciso anche il fratello maggiore di Vito perché aveva pubblicamente giurato vendetta.

Vito diviene ben presto orfano ed è costretto a riparare in America onde evitare le ritorsioni del signorotto locale che non aveva esitato ad uccidergli la madre che si era recata in terra nemica a chiedere clemenza per quel suo ultimo figlio vivente ancora ragazzino e debole di salute.

Ritorniamo al presente perchè il film è tutto un “presente” contrapposto a un nostalgico “passato”, è tutta una presente lacerazione contrapposta a un’antica unità perduta e costruita dal niente ed è tutto un rimpianto per quella perdita.

Assistiamo a un dialogo tra Fredo Corleone e Pentangeli circa a un attacco di cuore che ha causato la morte di Clemenza, amico storico di don Vito Corleone, nonché uno dei suoi uomini migliori.
Tessio, altra figura storica, era morto nel film precedente a causa del suo tradimento a Michael.
Mai c’erano stati tradimenti a don Vito mentre don Vito era ancora in vita!

Sonny fu tradito da quello che un tempo era prima suo amico e poi sposo della sorella e quel tradimento gli fu fatale.
Michael è, invece, tradito di continuo, anche dai fedelissimi del padre.
L’unico a non aver mai tradito è stato Clemenza; ma Clemenza non c’è più.
Perché c’è questo sfacelo intorno a Michael?

Durante l’era di don Vito c’erano vari clan e l’abilità del padrino era di mantenere il difficile equilibrio e i giochi di potere fra queste famiglie rivali.
Michael, durante il famoso “battesimo di sangue†sistemò “tutte le questioni di famiglia†decidendo che i nemici e le scomode famiglie rivali, andassero eliminate piuttosto che tenute a bada con giochi di prestigio diplomatici.
L’era ormai era cambiata.

Fu l’opposizione di don Vito all’affare della droga ad acuire l’astio delle famiglie rivali che causarono, in seguito, le tremende vendette di Michael.
Don Vito giurò di non vendicarsi ma la parola è vincolata a un singolo padrino e non alla progenie.
Troppa gente è stata eliminata, quindi altrettanta gente medita vendetta e Michael, ormai, ha troppi nemici e per questo motivo diventa l’unico padrino che ha dovuto subire l’onta di un attacco nella propria casa.

Sempre più in collera, Michael vuole stanare il traditore e chiede a Pentangeli di fingersi egli stesso traditore e nemico dei Corleone in modo da poter sondare le intenzioni dei mandanti dell’attentato nella propria dimora.
ilpadrino2 In questo Michael commette lo stesso errore del padre.

Già don Vito, all’epoca commissionò un incarico del genere a un fedelissimo, Luca Brasi.
Brasi era un solido pilastro su cui poggiava il potere di Don Vito Corleone poiché era il suo più implacabile e sadico esecutore; era un ottimo braccio esecutivo ma non era una mente e questo don Vito avrebbe dovuto ricordarselo.

Nessuno poteva credere al tradimento di un uomo del genere e difatti la sua messinscena non convinse nessuno e fu eliminato dai nemici.
Don Vito, senza saperlo né volerlo, aveva praticamente condannato a morte il suo uomo più fedele.
Celebre la scena del regalo dei pesci morti che, letto fra le righe, avvisava i Corleone che ormai il loro “Luca Brasi dorme con i pesciâ€.

Pentangeli, cerca di far capire a Michael che egli non possiede il cervello del suo amato padrino e comprende quanto quel compito possa essere arduo e delicato (l’unico che in futuro riuscirà in un’impresa del genere sarà Vincenzo Mancini, figlio illegittimo di Sonny; riuscirà perché solo una mente sveglia e ambiziosa può farsi passare per insoddisfatta e traditrice).
Come prevedibile, i nemici non ci cascano nemmeno questa volta.

A Pentangeli va anche peggio che a Brasi perché i nemici non solo tentano di assassinarlo ma gli fanno credere che il mandante sia proprio il suo amato padrino Michael.
Scampato alla morte e terrorizzato dall’accaduto, credendolo suo nemico, anche Pentangeli tradirà Michael ma spifferando tutto alla legge e nei tribunali.

Compirà un percorso inverso a quello di Buonasera che ricordiamo all’inizio del film “Il Padrinoâ€.
Buonasera, deluso dalla giustizia ordinaria passerà a quella del padrino.
Pentangeli, deluso dalla giustizia del padrino, passerà a quella ordinaria.
Buonasera è rilassato dopo la scelta, proprio come un figliol prodigo, mentre Pentangeli diverrà sempre più malinconico e inconsolabile.
Questo perchè il padrino è un’unità e ogni separazione o lacerazione è concepita come innaturale.

Facciamoci un altro tuffo nel passato e vediamo don Vito (interpretato ora da un meraviglioso Robert de Niro) agli albori che comincia veramente dal nulla, come vorrebbe il mito del sogno americano….
donvitoAssistiamo a come don Vito conquista sua moglie e notiamo la sua posizione cavalleresca verso le donne, anzi, per lui ne esiste soltanto una di donna, compagna e complice.

Ecco gli albori dell’amicizia di Vito con Clemenza e Tessio! Vito libererà questi due dalla minaccia di un signorotto prepotente, assicurandosene la fedeltà e cominciando a costruirsi la fama di persona che va rispettata.
Vito era un punto d’unione. Con Michael tutto si sfascia.

Bellissimo è il dialogo, con confronto sia di generazioni sia di epoche, fra Michael e sua madre.
Michael chiede alla genitrice cosa pensasse il defunto padre, se si sentisse mai solo e se temesse di perdere la famiglia.

La madre gli risponde che è “un non sensoâ€, che la famiglia resta sempre la famiglia e per questo non la si può perdere e che un tale avvenimento non è mai successo.
“I tempi cambiano†risponde Michael.
Già, i tempi sono cambiati.

All’epoca del patriarca, del padrino Vito Corleone, la famiglia era concepita come un’unità indissolubile, dove non c’era spazio per la lacerazione perché semplicemente non esisteva.
Michael è arrivato a lacerazione avvenuta, quando il commercio della droga ha cambiato anche la mentalità e quando il business ha cominciato a essere anteposto all’onore.
La madre non comprende la domanda di Michael proprio perché figlia della sua era.

Michael comprende che per lui non c’è speranza e che in questo, nell’essere il centro che tutto unisce, non sarà mai simile al padre.
Michael è più smaliziato, più intelligente, più colto, doti che gli permetteno di sopravvivere ai suoi tempi pullulanti di traditori.
All’epoca di Vito, il concetto stesso di tradimento era quasi un assurdo (per questo nessuno cascò alla sempliciotta messa in scena di Luca Brasi).

Michael ha portato la famiglia al massimo splendore e a un allargamento senza precedenti, a scapito dell’unità fra i suoi componenti.
Il suo stesso matrimonio naufraga perché lo spietato Michael non riesce, a differenza del padre, a ottenere l’appoggio incondizionato della propria consorte, qualunque cosa accada.
E’ dall’interno che Michael comincia a non tenere più i fili e perde l’amata Kay per sempre, anche se resteranno innamorati fino alla fine.

Pentangeli ha trascinato Michael in tribunale e il nuovo padrino dovrà anche affrontare un processo per mafia e la minaccia della macchia indelebile per la sua famiglia, proprio quando era arrivato in alto e aveva portato il nome dei Corleone in cima ai nomi rispettabili.
Il nostro padrino conosce Pentangeli e, soprattutto conosce il suo senso dell’onore tipico della mafia vecchio stampo; e, il giorno della prevista testimonianza di Pentangeli contro Michael, il nostro padrino si farà accompagnare dal fratello maggiore dell’accusatore venuto apposta dalla Sicilia.
A Pentangeli basta vedere il vecchio fratello per ritrattare la sua precedente deposizione e il processo si trasforma in una farsa.

Per la mafia vecchio stampo l’onore è tutto.
Pentangeli, si sarà anche condannato a morte ma almeno l’onore della sua famiglia è salvo. E’ questo che conta!
Sarà Tom Haygen, avvocato e fratello adottivo di Michael Corleone, a convincere Pentangeli, ossessionato dalla Roma antica, a fare proprio come il romano che per salvare il tutto (la famiglia, la propria famiglia), sacrifica l’unità (il singolo, la propria vita) attraverso il suicidio d’onore (prassi spesso citata anche da Shakespeare a cui ogni tanto i film sui Corleone attingono).

Tom Haygen, adottato giovanissimo da Vito, è sempre stato un valido supporto per la famiglia, in virtù del suo sangue freddo, della sua compostezza, della sua signorilità e, soprattutto, della sua razionalità e del suo buon senso.
E’ consigliere presso la famiglia Corleone sin dalla notte dei tempi.
E’ la faccia pulita dei Corleone, perché lo mettono in campo per i lavori “puliti†e lo lasciano fuori per affari meno limpidi; non vogliono trasformarlo in consigliere dei tempi di guerra.
Ogni cosa ha il suo ruolo.

Torniamo al passato e vediamo la tanto attesa vendetta di Vito in Sicilia, quando, ormai uomo, torna a Corleone (città natale da cui ha poi preso il cognome) e uccide l’ormai anziano signorotto locale  che gli aveva sterminato la famiglia.
La vendetta e l’onore vengono persino prima dell’omaggio alla vecchiaia.
In quest’impresa verrà aiutato da Tommasino (lo vedremo di nuovo nel “Padrino III”), amico siciliano fedele fino all’ultimo, che perderà per sempre l’uso di una gamba nello scontro a fuoco seguente l’assasinio del signorotto.

Passiamo ora ad un’altra vendetta, quella di Michael nei confronti del fratello Fredo.
Fredo non aveva mai digerito che Michael, il minore, gli fosse sempre passato avanti, e voleva dimostrare a tutti che anche lui era abile negli affari.
I nemici di Michael approfittano del suo rancore e della sua semplicità per attaccare Michael.
E’ Fredo l’inconsapevole traditore che ha causato a Michael non pochi problemi, a partire dalla disgregazione dei Corleone.
L’unità costruita da don Vito aveva già in sè i germi della propria caduta!!!

Michael dice chiaramente a Fredo che non ha più un fratello e che deve avvisare ogni volta che si reca a casa a trovare la madre in modo che non possano nemmeno incontrarsi.

Ai suoi scagnozzi che immediatamente si accostano a tali affermazioni, Michael fa sapere che nulla deve accadere a Fredo finché sarebbe rimasta in vita la loro madre.
fredo E’ il momento dei funerali della madre e Michael, esortato da Connie a perdonare il fratello, si avvicina per abbracciare Fredo e al tempo stesso, fa un rapido cenno ad uno degli scagnozzi per ricordargli il vecchio discorso.

Fredo è segnato.

Celeberrima è la scena della pesca in barca nel lago vicino casa, ultimo luogo dove Fredo è stato visto in vita.

Stiamo parlando di un film tutto improntato sul ricordo e sulle contrapposizioni vecchio/nuovo; da ultimo, infatti, assistiamo ad un triste Michael che ripensa a quando la famiglia era un tutt’uno: era il compleanno del padre, c’era Tessio che portava i regali e Connie che era stata appena presentata dal fratello Sonny al futuro marito Carlo; in quell’occasione lui e Sonny ebbero un “qui pro quo†perché Sonny non capiva e biasimava la gente che serve un concetto astratto come la “patria†quando è la famiglia il tutto che unisce, la famiglia è tutto; Michael comunica loro che si era appena arruolato.
Pensava a cose più ampie che la “famiglia” e all’epoca non sapeva che senza partire da quel centro tutto era perduto.

Lui era, da sempre, quello diverso, quello solo.

Tags relativi

, , , , , , , , , , , , , , , , ,

Vedi i commenti (Nessun commento) - Scrivi un commento

Nessun commento all'articolo “Il Padrino II”

Lascia un commento

logo ok prezzi

Cerca su Okprezzi.it

il sito di comparazione prezzi

http://www.wikio.it
La tua pubblicità su Ok Cinema . com!

Credits

Powered by
+++Nafta-Net+++

Sponsored by
OkPrezzi.it and OkBurn.com

Designed by
m-mstudio.com