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SOS Summer of Sam

gennaio 11th, 2010 by Stefania in Genere, Regista, Spike Lee, Thriller

summer of samdi Spike Lee

anno di produzione: 1999

Il film comincia con un commento fuori campo di un giornalista che fa un po’ le veci del coro teatrale; comincia con il descrivere il soggetto e l’ambientazione che è a New York, la città, dice, che “amo e che odio al tempo stessoâ€.

Parla dell’estate infernale del 1977, dove oltre ad un caldo disumano fa la comparsa un ancora più disumano serial killer che si firma come “figlio di Samâ€.

Col crescere della temperatura e del numero delle vittime il panico si impadronisce della città e la stessa polizia per risolvere il caso è costretta a chiedere l’aiuto della mafia locale che offre una ricompensa per la cattura del mostro omicida.

Sotto panico tante donne si tingono bionde perchè fino a quel momento il serial killer aveva ucciso solo donne more.

Spike Lee, prendendo spunto da questa storia vera, ne approfitta per narrare le vite di alcuni protagonisti a prevalenza italiani per evidenziare come viene tutta fuori la meschinità umana quando è messa alle strette dalla paura di un serial killer che resta in sottofondo.

Le storie che si intrecciano sono quelle dei coniugi Vinny e Dionna con quelle di Ritchie, Ruby e Joe e la sua gang.

Vinny rappresenta lo stereotipo dell’italiano del sud, religioso, vecchio stampo e maschilista. Ama i giochetti sessuali ma non osa farli con la moglie “trofeo†perché il “trofeo†(oppure il maschilista e antico concetto di moglie) deve essere invidiato, casto e immacolato; per questo la tradisce di continuo compensando all’esterno la fantasia che manca all’interno della sua vita coniugale.

Dionna è una delle figure più riuscite con la sua toccante preoccupazione di soddisfare e compiacere il marito: struggente il suo dialogo con una sexy ex del marito, Ruby, con la quale si umilia chiedendole come fare per dar piacere al suo consorte; è l’unica che percorrerà un processo di maturazione tale che la porterà a liberarsi di tutta la zavorra accumulata a causa delle convenzioni sociali.

A proposito di convenzioni sociali, in un dialogo Ritchie, il punk, il “diversoâ€, discutendo a riguardo del proprio collare reale che esibiva, parlava a Vinny del collare invisibile ma molto più reale che il suo amico (e tanti altri) si trascinava dietro.

Vinny proprio a causa del suo collare fittizio delle convenzioni sociali perderà la moglie Dionna ed il suo migliore amico Ritchie che tradirà perché intrappolato in un modo di pensare che non accetta il “diverso†e cede alla tentazione umana, troppo umana, di cercare proprio nel “diversoâ€, nel debole, il “capro espiatorio†con il cui sacrificio si consolidano e si cementificano i rapporti umani all’interno di una società e di una comunità intollerante e chiusa, troppo chiusa, dove non c’è spazio per chi non accetta il collare fittizio delle convenzioni.

Emblematico quel che dice una donna di colore in un’intervista a riguardo del serial killer, la quale esordisce che vuole dare “il punto di vista più nero di tutti†e questo punto di vista dice che è una fortuna che ad uccidere tutta quella gente bianca sia proprio un bianco perché se fosse stato malauguratamente un nero, il proprio quartiere sarebbe diventato un focolaio di scontri razziali.

Ecco qui che rientra il marchio tipico di Spike Lee, che non a caso fa la parte del giornalista che sta intervistando la donna in questione.

Messaggi forti, intolleranze, classici clichè e capri espiatori sono il cocktail di successo per un film che lascia il segno perché di certo non lascia indifferenti; esattamente come non è di indifferenza il messaggio del giornalista “coro narrante†che ha raccontato solo una delle tante storie di una città “che odio e che amoâ€, per prendere a prestito le sue parole invertite nell’ordine rispetto all’esordio; di sottofondo le note di “New York, New Yorkâ€.

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