Il mondo dei replicanti – Surrogates
gennaio 11th, 2010 by Stefania in Fantastico, Genere, Jonathan Mostow, Regista, Thriller
di Jonathan Mostow
anno di produzione: 2009
O piace molto o non piace per nulla; difficile non cedere alla tentazione di dire “già visto, già fatto” quando si affrontano certe tematiche.
“Il Mondo Dei Replicanti”, tratto dalla graphic novel “Surrogates” di Robert Venditti e Brett Weldele e con Bruce Willis nel ruolo del protagonista, è la storia futura dell’umanità che ha infine inventato il modo di controllare con il pensiero le macchine in modo che la gente possa, rinchiusa nelle proprie abitazioni, vivere attraverso i propri avatar, ovvero i propri replicanti, i propri “surrogati”. Il tutto dà vita a un mondo perfetto, almeno all’apparenza.
Chiaramente ci sono anche i ribelli della fazione umana che lottano per un’identità ed un’esistenza perduta. Ma cosa succede se il capo dei ribelli della fazione umana si scopre essere una macchina? E cosa succede se il vero capo dei ribelli è proprio l’inventore di dette macchine?
E se il governo giocasse sporco contro i ribelli perchè troppi interessi economici e di potere sono ormai in gioco? Cosa fare contro un’arma che è in grado di uccidere l’umano attraverso il proprio avatar?
Se vogliamo guardare meglio, l’idea è antica e originale al tempo stesso: non è il paradosso circa l’identità legittima della copia quando tale copia è identica in tutto e per tutto all’originale, ovvero il tema chiave di “Blade Runner”, oppure in modo meno evidente il tema di “Io, Robot”; né è il concetto di legittimità della copia estesa a tutta la realtà, tema principe di “Matrix”; né tuttavia cogliamo il desiderio (tramutatosi poi in orrore) per i corpi meccanici enfatizzati nel film d’animazione “Galaxy Express” del giapponese Leji Matsumoto.
Prima di cedere alla tentazione del “già visto, già fatto”, notiamo che in questo film c’è sempre una scelta che non è mai un “aut… aut”, ovvero o il corpo umano o il corpo meccanico dove una scelta esclude l’altra (Galaxy Express), né tantomeno un “et… et”, ovvero la dignità legittima sia dell’umano che della copia dove, invece, una scelta non esclude l’altra (Blade Runner), ma è semplicemente la possibilità di scelta di un nuovo inizio.
Si intravede sempre, in sottofondo, uno spiraglio di umanità sentita come una coscienza addormentata ma non ancora del tutto cancellata; pertanto, se non si parla della paradossale (ma reale) identità legittima della copia alla “Blade Runner”, abbiamo qui invece, come controcanto, l’urlo sempre più straziante dell’ovvia, tremendamente ovvia, identità legittima dell’umano originale rispetto alla vuota copia e rispetto ai vari furti d’identità resi via via sempre ormai più semplificati proprio grazie al diffuso utilizzo delle copie. E la genialità tante volte consiste proprio nello scandagliare l’ovvio.
Abbiamo davanti un film sulla difficile costruzione e ri-costruzione dell’identità umana che ci costringe a vedere fino a che punto l’alter ego, rimpiazzato dai vari “surrogates”, possa o meno far parte di questo processo costruttivo.
E parla anche della umana, troppo umana, paura di essere veramente soli una volta liberatici delle nostre multiple “maschere” (o “identità”, secondo altri punti di vista).
E’ un film in cui l’alterità, l’alieno, è l’umano stesso ed è un film che, in maniera unicamente provocatoria, sembra voler capovolgere il classico messaggio “non siamo soli” tipico della propaganda dei credenti a forme di vita aliena.
Trailer del film
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alieno, alterità, avatar, Bruce Willis, copia, identità, macchina, maschere, originale, ovvio, replicanti, ribelli, surrogato, umanoNessun commento all'articolo “Il mondo dei replicanti – Surrogates”
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