Il giardino della felicità (The Blue Bird)
gennaio 11th, 2010 by Stefania in Fantastico, Genere, George Cukor, Regista
di George Cukor
anno di produzione: 1976
Maurice Maeterlinck, autore drammatico, poeta e scrittore belga di lingua francese scrisse una meravigliosa favola per bambini, “L’uccellino Azzurro” (“L’Oiseau bleu“) rappresentata per la prima volta a Mosca nel 1908-1909.
Da allora di rifacimenti ce ne sono stati a iosa in tutto il mondo e se ne ricorda anche un film con Shirley Temple nel 1940.
Il film che però meglio esprime la profondità e la ricchezza dei temi toccati dalla bella storia di Maeterlinck è quello di George Cukor del 1976.
George Cukor, famoso come “il regista delle donne” usò un cast d’eccezione in cui comparivano Liz Taylor, Jane Fonda e Ava Gardner.
Il film fu realizzato parte negli Stati Uniti parte in Russia (nazione della prima rappresentazione teatrale) con l’apporto di una doppia troupe e la partecipazione di stelle dello star-system sovietico, tra cui il famoso mimo Oleg Popov e la grandissima ballerina classica Nadezda Pavlova che in un balletto interpreta proprio l’essenza dell’uccellino azzurro.
La storia descrive un viaggio sia reale che figurato ed un processo di maturazione e consapevolezza.
Due fratellini, il maschietto Tyltyl e la femminuccia Mytyl, si sono allontanati dalla casa del padre boscaiolo più di quanto la mamma permetta, e vengono spediti a letto senza cena.
In sogno compare loro “Luce”, interpretata da Liz Taylor (non è un caso che l’attrice interpreti anche il ruolo della loro madre ed il ruolo di un’essenza: “l’amore di ogni madre”) che li invita a viaggiare in cerca dell’Uccello Blu – la felicità– che deve essere consegnato ad una bambina molto malata e molto infelice; in questo viaggio saranno accompagnati da elementi domestici personificati: Acqua e Fuoco, Pane, Latte, Zucchero, il cane Tylio e la gatta Tylette.
Con il sussidio di un diamante luminoso (che rappresenta il “guardare con altri occhi”) i due piccoli raggiungono il paese dei Ricordi dove incontrano i defunti nonni; Il castello della “Notte”, interpretata da Jane Fonda; il Regno dei Piaceri introdotti da “Lussuria”, interpretata da Ava Gardner; la Foresta degli Alberi; la Terra del Futuro dove incontrano i bambini “non nati” o che devono ancora nascere, fra cui il loro futuro fratellino; nella Terra del Futuro imparano che il Tempo è inesorabile e incorruttibile e assistono all’amore devastante fra due bambini “non ancora nati” separati dal Tempo.
Infatti, molto a malincuore, il bambino è costretto a lasciare la sua amata perché deve nascere e andare a vivere e lei nascerà quando lui sarà ormai troppo vecchio e sarà “l’uomo più infelice della terra”, per usare le sue stesse parole fornite come risposta alla domanda di lei su come potrà mai riconoscerlo una volta nata (il concetto di anime gemelle introvabili?).
Svegliati dalla mamma, si accorgono che l’Uccello Blu era nella loro casetta e lo portano alla bimba infelice.
Bellissima la scelta dei colori e meravigliosi i significati allegorici. Il blu per i russi è la speranza ma anche la spiritualità e non a caso è tra i colori della loro bandiera nazionale. Per gli europei è la spiritualità, l’essenza.
I ragazzini intraprendono questo viaggio nella speranza della felicità per capire che essa consiste nell’apprezzare il vero essere delle cose, di vederne quindi la vera essenza e non fermarsi alle apparenze.
Per questo hanno bisogno di “Luce” (di vedere chiaro, di veder meglio) e del diamante luminoso che “Luce” stessa ha donato a Tyltyl; grazie al diamante possono parlare con gli elementi, con gli animali e con la natura perché ne vedono l’autentica essenza.
Quando raggiungono i defunti nonni nel paese dei ricordi, imparano che basta ricordare ed avere sempre nel cuore le persone scomparse che abbiamo amato per poterle riportare in vita e trovano anche il primo uccellino azzurro; al ritorno però questo uccellino cambia colore perché la felicità che appartiene al ricordo è appunto un ricordo e non è presente.
Quando aprono tutte le porte che schiudono i misteri della Notte, trovano tanti uccellini azzurri e li mettono in gabbia; ma al loro ritorno li trovano morti perché la felicità non può essere imprigionata e, se la imprigioni, non è reale e quindi, semplicemente è vana.
Bellissimi i clichè sul cane, rappresentato dall’inizio alla fine come migliore amico dell’uomo e sul gatto, che in quanto incarnazione del clichè dell’animale più indipendente che domestico, rappresenta la natura misteriosa e selvaggia; il gatto parteggerà fino alla fine per la natura libera; perché in questo film è anche parecchio evidenziata la contrapposizione uomo/natura e i due bimbi, quindi gli umani, passeranno dei brutti momenti nella Foresta degli Alberi i quali rappresentano la natura delusa e arrabbiata con l’uomo.
Il gatto e la natura temono l’uomo e temono quel che potrebbe fare conoscendo l’essenza delle cose, se già da perfetto ignorante, per via della sua infima caratteristica, arreca agli altri viventi infiniti danni; per questo si oppongono alla ricerca dell’uccellino azzurro da parte dell’uomo.
Ma ormai Tyltyl e Mytyl stanno completando il loro processo di maturazione e vedono la verità delle cose e cominciano ad apprezzarne la bellezza autentica. Al loro ritorno/risveglio non hanno più bisogno del diamante per vedere la vera bellezza.
All’inizio del loro viaggio, senza l’ausilio del diamante, la pur bellissima “Luce” era apparsa loro come una vecchia, brutta, gobba e stracciona. Adesso finalmente sanno, adesso veramente vedono.
Mai la madre era loro apparsa così bella, mai la casetta era loro apparsa così carina, linda e confortevole e mai l’uccellino che già possedevano era loro apparso così blu. Al colmo della felicità, lo consegnano alla bambina bisognosa e la rendono veramente felice; ma, come ormai prevedibile, l’uccellino azzurro, le sfugge di mano dopo pochi minuti e vola via.
Tyltyl e Mytyl non disperano perché ormai sanno; sanno che la felicità, come l’amore e come il sapere non rappresentano un qualcosa che è dato una volta per tutte; no, è ricerca continua come l’emblema stesso della condizione umana.
Loro non smetteranno mai di cercarlo perché “….potrà servire molto al mondo! Un giorno”.
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essenza, felicità, George Cukor, guardare con altri occhi, luce, ricerca, speranza, The Blue BirdNessun commento all'articolo “Il giardino della felicità (The Blue Bird)”
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