Parnassus, l’uomo che voleva ingannare il diavolo
gennaio 6th, 2010 by Stefania in Commedia, Fantastico, Genere, Regista, Terry Gilliam
di Terry Gilliam
anno di produzione: 2009
“Parnassus, l’uomo che voleva ingannare il diavolo”, oltre a farci gustare appieno le bellezze della creazione di un mondo immaginifico che solo una mente fantasiosa e poliedrica come quella di Terry Gilliam poteva partorire, non può tuttavia essere pienamente compreso senza un rapido accenno ai temi chiave: lo specchio e il diavolo (o il patto con il diavolo).
“Specchio, specchio delle mie brame…”: lo specchio rappresenta un qualcosa che da sempre stuzzica l’immaginario dei popoli riflettendosi poi nella loro produzione letteraria per i suoi richiami alla bellezza, alla divinazione e all’universo alternativo, al tema del “doppio” ed alle personalità multiple.
Infatti viene spontaneo pensare subito allo specchio magico, a quello di Alice ideato da Carroll, oppure al celeberrimo mito di Narciso e alcune rappresentazioni della “Vanitas” che del diavolo è per l’appunto il vizio preferito; ed ecco la connessione fra lo specchio ed il diavolo, il demoniaco.
Nelle credenze popolari, gli specchi, duplicando la realtà, sarebbero in grado di imprigionare l’anima nell’immagine riflessa. La dicotomia specchio/anima è anche all’origine di caratteristiche tipiche delle creature demoniache come i “vampiri” che non riflettono la propria immagine poiché prive di anima; in generale, lo specchio rimanda all’occhio e alla vista, filosoficamente intesi soprattutto come strumento di conoscenza del mondo.
Gli occhi stessi sono definiti popolarmente gli “specchi dell’anima” poiché rifletterebbero l’umore e le intenzioni di una persona. Il rovescio della medaglia c’è: infatti, se lo sguardo è rivolto esclusivamente su di sé, l’autocontemplazione porta alla “Vanitas” che, come si sa, è diabolica al massimo grado.
Lo specchio, dunque, incarna una valenza negativa o positiva secondo i casi: in esso ci si perde e/o ci si riconosce, si scopre ciò che è effimero e ciò che è essenziale.
Gli specchi replicano il mondo, lo duplicano invertendolo e mostrano un ambiente che appare reale ma che è invece, secondo la definizione di Foucault, uno spazio eteropico, ovvero, pur coincidendo con un luogo nel quale chi si specchia non si trova effettivamente, è tuttavia un posto connesso a tutti gli altri spazi che lo circondano.
Tutto questo (e molto altro ancora) si trova nel film “Parnassus, l’uomo che voleva ingannare il diavolo” perché chi attraversa lo specchio del dottor Parnassus, frutto del patto con il diavolo:
1. si perde per sempre
2. si riconosce e si ritrova
3. cambia personalità incarnando il famoso tema del doppio e delle personalità multiple (enfatizzato dal cambio di aspetto come accade al personaggio di Tony interpretato da Heath Ledger ovvero la personalità poliedrica e fantasiosa; da Johnny Depp, ovvero la personalità seducente; da Jude Law, ovvero la personalità sfuggente; da Colin Farrell, ovvero la personalità malvagia e demoniaca e che forse rivela il reale volto del protagonista)
4. impara a conoscere
5. cede alla vanitas e quindi al diavolo ed al demoniaco
Di sottofondo, come controcanto complementare al tema dello specchio e dell’immaginario, abbiamo il classico patto con il diavolo dove l’anima in gioco non è quella dello stipulatore del patto, Parnassus, ma l’anima risultante dal prodotto del patto per una seconda giovinezza e per lo specchio dell’immaginario, ovvero la figlia di Parnassus, Valentina, al compimento del suo sedicesimo compleanno.
Ogni patto con il diavolo racchiude la “Vanitas”, quell’orgoglio che porta a sopravvalutarsi e anche questo patto non è da meno ed è foriero di una miriade di patti ulteriori atti a salvare la vita della figlia Valentina.
Come un cerchio che si chiude, Parnassus, vedrà la nuova vita della figlia attraverso una superficie vitrea che sostituisce e fa le veci del suo famoso specchio come se fosse, appunto, un altro mondo dove a lui è vietato l’accesso..
Film dedicato a Heath Ledger, morto durante le riprese il 22 gennaio 2008.
E’ un film che è stato ripensato “in fieri” in quanto l’idea del cambio di aspetto a seguito del cambio di personalità nell’attraversare lo specchio è venuta da sé onde sostituire un attore che a detta dello stesso regista Terry Gilliam era « … assolutamente eccezionale, non solo come attore ma come persona.
Quando abbiamo iniziato, Heath era una figura fondamentale per questo progetto, ogni giorno lavoravamo insieme su qualche sua nuova idea, piccoli cambiamenti dello script o del disegno luci, era incredibile, un vero mago. Era straordinario, non penso che il mondo abbia nemmeno cominciato a comprendere la reale portata del suo incredibile talento. Era costantemente impegnato in qualcosa, nella realizzazione di video musicali o in progetti di future regie cinematografiche, non c’era nulla che questo ragazzo non fosse in grado di fare. Perciò la perdita di Heath è stata particolarmente terribile per tutti noi che lo abbiamo conosciuto e non credo che il mondo saprà mai veramente quello che è andato perduto con lui. Penso che nessuno della sua generazione possa nemmeno avvicinarsi alle sue capacità, era semplicemente il più straordinario attore sulla faccia del pianeta. Quando è morto ho detto “dobbiamo fermarci, non possiamo finire il film”, ma tutti mi hanno detto “no, dobbiamo andare avanti, per mostrare al mondo il lavoro di Heath”. Fortunatamente Johnny Depp, Colin Farrell e Jude Law sono venuti in nostro soccorso; per fortuna la storia ha a che fare con uno specchio magico e questo specchio ha salvato il film. Vedo Heath ogni giorno, lavoro con lui al montaggio del film, per me Heath è ancora vivo e spero che tutti voi possiate vedere presto la magia che è stato capace di creare. »
Trailer del film
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