La regina Margot
dicembre 13th, 2009 by Blanche in Drammatico, Genere, Patrice Chéreau, Regista
di Patrice Chéreau
anno di produzione: 1994
La Regina Margot (La Reine Margot in francese) è un film del 1994, diretto da Patrice Chéreau, vincitore del Premio della Giuria al 47° Festival di Cannes, tratto dall’omonimo libro di Alexandre Dumas scritto nel 1845. Il film di Chéreau è anche un remake dell’omonimo film del 1954 di Jean Dreville con Jeanne Moreau nel ruolo di Margherita di Valois.
Francia, 1572. Nel pieno delle lotte di religione tra cattolici e protestanti ugonotti Caterina dei Medici, madre del re di Francia Carlo IX e di fatto governante reale della nazione, organizza il matrimonio della figlia Margot con l’ugonotto Enrico di Navarra nel tentativo di porre fine ai contrasti tra le due fazioni.
Poco tempo dopo, però, sempre più preoccupata dell’influenza sul figlio del capo degli ugonotti Coligny, ordina la strage dei protestanti nella Notte di S. Bartolomeo (24 agosto). Enrico di Navarra sopravvive abiurando, mentre Margot salva il giovane ugonotto La Mòle, di cui si innamora.
Questi si reca nelle Fiandre per riorganizzare la riscossa protestante e la liberazione dell’amata Margot e del marito Enrico, tenuti prigionieri presso il Louvre. Intanto, decisa a sbarazzarsi di Enrico, Caterina provoca involontariamente la morte del figlio Carlo IX.
Enrico torna nella sua Navarra, dove ritrova i propri amici ugonotti e La Mòle, che decide di ritornare a Parigi per liberare Margot: la spedizione, però, fallisce e il giovane amante di Margot viene giustiziato. A Margot non resta che lasciare la capitale per la Navarra portando con sè la testa del La Mòle.
La materia è la stessa del film precedente di Dréville, medesima la fonte (Dumas padre, ma anche le memorie della stessa Margot), ma assai diverso è il modo con cui, al suo 6° film, il talentuoso regista teatrale Patrice Chéreau la racconta, dopo averlo sceneggiato con Danièle Thompson.
Il film presenta splendide ricostruzioni scenografiche, una interpretazione magistrale di bravi attori, con una scelta espressivo-stilistica molto decisa: in effetti il gusto plastico-figurativo è dominato da una fisicità aggressiva e strabordante intrisa di sangue e sudore (l’orgia sanguinolenta della Strage di S. Bartolomeo, il corpo maciullato di La Mòle ferito, le contorsioni di Carlo IX avvelenato) o pervasa da un’irrefrenabile mobilità corporea e verbale (la sequenza corale del matrimonio, delle riunioni della famiglia reale e dei gruppi di ugonotti, degli amplessi fra Margot e La Mòle, della battuta di caccia).
La frenetica mobilità della macchina da presa ed una recitazione in sovratono accentuano il senso di eccesso che il film comunica, investendo lo spettatore con l’onda d’urto di un incontrollato crescendo di violenza e crudeltà .
Nonostante sia stato priviligiato il gusto estetizzante e barocco delle immagini e dei virtuosismi tecnico-scenografici alla solidità narrativa alla storia e l’indispensabile approfondimento psicologico dei personaggi, il film riesce a fare passare un discorso efficace sull’intolleranza.
È anzitutto la storia di una famiglia mostruosa, quella dei Valois, che fa perno su una madre terribile, l’italiana Caterina de’ Medici, cattolica che crede in una sola religione, quella dei suoi figli (personaggio con cui fu premiata a Cannes V. Lisi, straordinaria per sobrietà in un film che è tutto tranne che sobrio).
È la storia di Margot (interpretata da Isabelle Adjani), incestuosa, dissoluta e vorace che, scoperto l’amore, passa dal campo degli oppressori a quello degli oppressi. È la storia di due uomini – Enrico di Navarra (D. Auteuil), futuro Enrico IV, e Bonifacio de la Mole (V. Perez) – che in modi diversi le furono legati.
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Caterina dei Medici, Enrico di Navarra, Isabelle Adjani, La regina Margot, Patrice Chéreau, San Bartolomeo, Virna LisiNessun commento all'articolo “La regina Margot”
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