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Una vita non basta

ottobre 9th, 2009 by Blanche in Claude Lelouch, Regista

La vita non basta di Claude Lelouch

anno di produzione: 1988

Quando il regista Claude Lelouch dirige “Una vita non basta” (traduzione lontana dal titolo francese “Itinéraire d’un enfant gaté”) si è già guadagnato una certa fama presso la critica e il pubblico francesi.
A diciott’anni, dopo aver ricevuto in regalo dal padre una cinepresa, iniziò a girare il mondo per registrare documentari e qualche anno dopo fondò una sua casa di produzione “Les films 13″.

Ma il successo internazionale arrivò nel 1966 con la direzione di “Un uomo, una donna” (Un homme et une femme), col quale si aggiudicò due Oscar e la Palma d’oro al Festival di Cannes.

La sua filmografia completa conta una cinquantina di film. A partire dagli anni 80, il suo stile che presto verrà definito come “maniera Lelouch” non sempre senza ironia, inizia a cambiare: le sceneggiature diventano più complesse, le sue storie più ricercate, usando quasi sistematicamente il metodo del “flashback” che evita che il racconto sia troppo lineare. “Una vita non basta” appartiene a quel momento.

Il film ripercorre la vita di Sam Lion, interpretato da un Jean-Paul Belmondo a cui Lelouch regala uno dei suoi più belli ruoli di attore. Il protagonista abbandonato da bambino dalla madre ed adottato dalla famiglia di un circo, cresciuto tra leoni ed elefanti, è divenuto un abilissimo acrobata.

A seguito di un incidente sul lavoro, costretto ad esercitare un’altra attività, in breve tempo riesce a creare l’impresa di pulizie VICTORIA, una multinazionale di primaria importanza. Perduta in un incidente d’auto l’amatissima moglie Yvette, dalla quale ha avuto Jean Philippe, un figlio di tendenze omosessuali, Sam dal successivo matrimonio con Corinne è divenuto padre di Victoria con la quale, ormai maggiorenne, abitualmente si confida. Ormai cinquantenne e stanco del successo, Sam, partito col suo yacht per un viaggio solitario, si fa credere morto.

Riconosciuto per caso da un suo ex dipendente, Al Duvivier, e avendo appreso da questo che il suo impero commerciale è in crisi, Sam Lion rientra sotto mentite spoglie a Parigi e, con l’aiuto di Al, riesce a salvare la sua azienda. Riuscito nell’intento, dopo essersi fatto riconoscere da Victoria, ritorna in Africa per vivere in libertà con gli animali.

Il film ha ricevuto un bel successo in Francia: anche se la storia del film, ben congegnata al principio, scade poi nella seconda parte, il film beneficia di un’efficace interpretazione non solo da parte di Belmondo (a suo agio nel ruolo del business man che rimpiange di non aver fatto l’artista) ma anche da Richard Anconina che interpreta con ingenuità e tenerezza l’impiegato diventato amico di Sam. Da segnalare anche la colonna sonora con due canzone stupende di Jacques Brel.

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