Il mio nome è Nessuno
settembre 30th, 2009 by Stefania in Genere, Regista, Sergio Leone, Valerii e Gastaldi, Western
di Sergio Leone, Valerii e Gastaldi
anno di produzione: 1973
Come in “C’era una volta il west” di Leone, a far da padrona è un’atmosfera nostalgica di un’era, con tutti i suoi ideali e codici d’onore, che sta scomparendo per fare spazio ad una nuova era, perchè così è l’ordine naturale delle cose.
Mentre in “C’era una volta il west” il nuovo che avanza è rappresentato dalla ferrovia, in “Il mio nome è nessuno” il nuovo è rappresentato da una differente tipologia di eroe; se vogliamo, questo film può essere visto come una sorta di passaggio di consegne fra l’eroe dei tempi antichi e quello dei tempi nuovi.
Innumerevoli i riferimenti alla letteratura: quando l’eroe dei tempi antichi dirà al suo successore la famosa frase: “Nella vita ho incontrato di tutto, ladri, assassini, preti e preti spretati, ricattatori, ruffiani, perfino qualche uomo onesto, ma uomini soltanto mai”, come non sentire l’eco shakespeariano di Amleto che, riferendosi al padre morto, dice all’amico Orazio:” Era un uomo, un uomo vero, in tutto, come non ne vedrò più.”
Frase che ricorda a tutti noi come per essere degli eroi basta essere semplicemente uomini, in tutto e per tutto ed è questa la sfida, sia nei tempi antichi che nei tempi nuovi che si accingono ad arrivare. La poesia raggiunge vette che sono a dir poco sublimi; tutto questo in un film western che pullula anche di gag comiche da western italiano.
E poi si ritorna alla letteratura con il riferimento più scontato, quello ad Ulisse che si fa chiamare “Nessuno”. Questo nome se l’è dato il nuovo eroe proprio perchè si era dato un compito; il film comincia infatti con l’eroe antico che, nel difendersi da chi lo vorrebbe passato a miglior vita, fra virgolette, “salva” anche l’eroe nuovo ancora bambino e suo padre.
L’eroe bambino ne è molto colpito e chiede al padre chi fosse più veloce di quell’uomo ed il padre risponde un secco ed ammirato: “Nessuno!!!”.
Da qui viene da sè che l’eroe nuovo che prenderà il posto dell’eore antico, si dia appunto quel nome, che è un pò un compito e un pò una sfida.
Non a caso l’eroe dei tempi antichi, nel notare che il nuovo eroe gli dava spesso le spalle, non poteva fare a meno di esclamare che o si fidava troppo di lui o confidava nelle proprie capacità , ovvero “Nessuno” era già più veloce ed era già il nuovo eroe.
Ma nel film c’è un sogno in più che proviene dalla nuova generazione di eroi che, in questo caso, appare ancora più sognatrice della vecchia: l’eroe dei tempi antichi avrebbe accettato ben volentieri una ricompensa per uscire di scena ma è l’eroe nuovo che lo obbliga a prendersi le sue responsabilità e finire la carriera da eroe da libri di storia (eroe nuovo: “Il destino spesso lo si incontra proprio sulla strada presa per evitarlo”, frase legata alla “parabola dell’uccellino” che è un pò una chicca ed una sorta di filo conduttore del film).
Tutto questo per non perdere il suo sogno di bambino e per avere ancora maggiore gloria nel sostituirsi, poi, all’uomo del sogno.
L’eroe nuovo è anche talmente sicuro di sè da sembrare un pò spavaldo. Celebre il battibecco:
“eroe antico: Luccichi come la porta di un bordello!
eroe nuovo: Eh, a me piace che la gente mi veda…
eroe antico: …ma la gente potrebbe non condividere il piacere… ”
Emblema quindi di due caratteri e di due filosofie di vita differenti legate al cambiamento “in fieri” di un’epoca. Gli ingredienti, pertanto, ci sono proprio tutti e per tutti i gusti: gag divertenti, azione, codice d’onore, riferimenti letterari, vena nostalgica e alte vette poetiche.
Alcune scene del film
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