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Giù al nord

settembre 4th, 2009 by Blanche in Dany Boon, Regista

giu-al-norddi Dany Boon

anno di produzione: 2007 (uscita in Italia nel 2008)

“Giù al nord” oppure “Bienvenue chez les Ch’tis” del regista francese Dany Boon riprende una tematica spesso trattata al cinema o nella letteratura: quella delle differenze culturali e linguistiche attraverso il personaggio dello straniero che si trova a dover vivere in una terra sconosciuta.
Questa volta però il cambiamento avviene all’interno dello stesso paese attraverso il trasferimento di Philippe dal sud della Francia alla regione più a nord chiamata appunto il Nord-Pas de Calais.

Tutto inizia in un’adorabile e graziosa cittadina del sud Salon-de-Provence dove vivono Philippe Adams, direttore dell’ufficio postale, sua moglie Julie e il loro figlio.

Per andare incontro a Julie che attraversa un periodo di depressione, Philippe cerca a tutti costi di farsi trasferire sulla riviera della Costa-Azzurra e per ottenere l’assegnazione inscena un trucco che viene però scoperto.

A questo punto Philippe teme il licenziamento ma ecco che quello che gli succede è molto peggio… Il trasferimento forzato in una città del nord, Bergues! Per gli Abrams, sudisti accaniti pieni di pregiudizi, il Nord rappresenta l’inferno, una regione perennemente ghiacciata abitata da persone rozze che parlano un dialetto pressoché incomprensibile.

Non c’è nessuno che non compatisca il destino di Philippe, perfino un poliziotto che lo commisera invece di farli la multa quando viene a conoscenza della sua meta.

I primi giorni dopo l’arrivo a Bergues mettono il morale di Philippe alla prova; non capisce i suoi colleghi, il cibo è tutt’altro che allettante e il suo appartamento dove dovrebbe andare a vivere è privo di mobili. Presto però, le cose cambiano e Philippe scopre una regione accoglienta con delle persone molto umane. Rimane però a farlo capire alla moglie…

Dany Boon conosce bene la sua regione ed era da tanto tempo che cercava il modo e il tono per parlarne. Ci è riuscito e più che bene, in Francia il film ha ottenuto un successo travolgente al box office (circa 21 milioni) nonostante il cast senza stelle.

Le ragioni di tale successo stanno nel aver affrontato con toni di commedia i diffusi pregiudizi negativi dal resto del paese verso il Nord-Pas de Calais, ridotto a una regione fredda e di miniere. Nel doppiaggio, costretto a inventare una parlata che non esiste, è ovvio che parte del divertimento vada perduto.

Ma il successo fuori dai confini nazionali viene assicurato dalla simpatia che trasmette. Grazie al tono affettuoso con cui Boon racconta la sua regione natia, la satira non è mai offensiva e il film rappresenta un simbolico invito al dialogo al di là delle diversità di lingue, costume e di cultura.

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