Il sorpasso
agosto 31st, 2009 by Blanche in Dino Risi, Regista
di Dino Risi
anno di produzione: 1962
Il film che fu scritto da Dino Risi con Ettore Scola e Ruggero Maccari costituisce una rappresentazione dell’Italia del benessere e del miracolo economico di quegli anni e può collocarsi tra la commedia all’italiana e il dramma sociale.
E’ stato descritto come un road movie che si sviluppa in un arco di tempo di 24 ore sulla strada che va da Roma a Castiglioncello e racconta il confronto di due generazioni nel territorio neutro di una giornata di vacanza.
Siamo a Roma, a Ferragosto e la città è deserta. Bruno Cortona (Vittorio Gassman), quarantenne chiassoso e sicuro di sé, amante della guida sportiva e delle belle donne, vaga alla ricerca di un pachetto di sigarette.
Si imbatte in un giovane studente di legge Roberto Mariani (Jean-Louis Trintignant) rimasto in città per preparare gli esami, esattamente agli antipodi di Bruno, timido, educato, perbene, di modi quasi all’antica.
Sulla spinta dell’esuberanza di Bruno, i due intraprendono un viaggio in auto che li porterà verso mete occasionali sempre più distanti. Mentre Bruno si prodiga in consigli di vita vissuta, Roberto sarà più volte sul punto di abbandonarlo, ma sia il caso sia un’inconfessabile attrazione lo riporteranno sempre sui suoi passi in un percorso di iniziazione alla vita.
Anche se l’Italia descritta è la stessa meschina, ipocrita e bigotta di tanti film definiti commedia all’italiana, alcune particolarità del film di Risi apportano linee di rottura rispetto a questo genere. Per prima cosa, i protagonisti del film, che superano le caratteristiche caricaturali della commedia per risultare invece completi.
Sono diversi ma in egual misura positivi e negativi, si attraggono e si respingono tra loro. Il duello Bruno-Roberto propone uno schema innovativo come lo è anche il ricorso all’io-pensante del giovane, che ci aiuta a capire la contraddittorietà tra pensiero e azione che il ragazzo vive a contatto con Bruno e soprattutto il percorso di iniziazione erotico e sociale che compie.
Altra novità importante è il fatto che la pellicola sia considerata un vero film road-movie, il primo del genere in Italia, a causa del legame quasi strutturale che viene vissuto con la strada nello svilupparsi della vicenda narrativa.
Per alcuni critici, la strada rappresenta simbolicamente la nazione che si avvia alla fine di un sogno, quello del benessere collettivo e generalizzato. Il giovane onesto e ingenuo e lo sbruffone quarantenne rapprentano due identità delle nazione giunta ad un bivio della propria storia: la prima, legata ai principi, morirà nella fine di una sogno lasciando campo libera alla seconda Italia, quella furbesca, individualista e amorale.
Il sorpasso, dopo essere stato snobato dalla critica, ha conosciuto poi un successo eccezionale con degli incassi che hanno raggiunto poco meno di due miliardi di lire. La consacrazione della critica è arrivata finalmente negli anni Ottanta e le memorabili battute di Gassman sono oramai diventate famosissime.
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